TeZuKa: incontro tra danza e manga

Postato il 7 dicembre 2012, in Senza categoria

Quando si pensa ad Osamu Tezuka solitamente la prima cosa che viene in mente sono i famosissimi personaggi da lui creati. Ma per chi non ancora non lo sapesse Osamu Tezuka è considerato il “padre dei manga” da moltissimi appassionati del genere e dei fumetti in generale, oltrechè dell’animazione.
Tuttavia la fama del maestro Tezuka non si ferma al mondo fumettistico. Infatti nei giorni 6 e 7 febbraio verrà messa in scena a Roma, all’interno del Festival della Danza, l’opera del coreografo belga Sidi Larbi Cherkaoui, basata appunto su due lavori del maestro nipponico: Buddha e Astroboy.
Inutile ribadire che la fama di un autore come Tezuka ha valicato i confini del Giappone e ha raggiunto ogni angolo del mondo. La personalità dell’autore ha sempre mostrato una miriade di lati difficilmente inquadrabili, rispecchiata in pieno dai suoi fumetti. Osamu Tezuka nasce nel 1928 ed è considerato appunto il padre del genere manga, per l’innovazione presentata nel taglio delle inquadrature e per la capacità innata di raccontare storie che esulano dal semplice intrattenimento.
Infatti, anche se il suo nome in Italia è conosciuto per cartoni animati quali Kimba il leone bianco e La principessa Zaffiro, la sua fama produzione va ben oltre. Egli spazia in molteplici generi, da quello pseudo storico allo shojo (fumetto per ragazze), dalle storie d’avventura ai thriller agli horror. Le opere prese come spunto da Sidi Larbi Cherkaoui sono Astroboy e Buddha.
Astroboy ha iniziato un ciclo di fumetti e cartoni riguardanti i robot, ma non quelli del genere fantascientifico, privi di cuore e anima, bensì di cyborg, dotati si di intelligenza e forza fuori dal comune, ma anche di grande passione e voglia di vivere. Il protagonista di questo manga infatti è un simpatico robot, costruito in laboratorio, con le fattezze di un bambino. E proprio come ogni bambino egli possiede un grande cuore, legato ad una fortissima volontà di fare del bene e aiutare il prossimo. E’ questo un manga che vuole far riflettere su quanto bene un singolo individuo possa fare e quanto possa far male chi è spietato e sprovvisto di compassione. Sebbene dedicato inizialmente ad un pubblico di lettori giovanissimi, Astroboy ha presto conquistato un posto d’onore nella libreria di ogni appassionato di manga, di qualsiasi età. Astroboy è il fulgido esempio della capacità di andare oltre alle imperfezioni fisiche, o hai limiti dovuti all’età, se anche dentro il freddo corpo di un cyborg può battere un cuore tanto generoso è ovvio che può battere in chiunque.
Buddha è un’opera invece più complessa, la cui morale non è altrettanto chiara. Il manga si basa sulla vita di Gautama Budda, meglio conosciuto come Budda, fondatore della dottrina che da lui prende il nome. Secondo l’autore stesso quest’opera non è una semplice biografia, ma una reinterpretazione di quella che probabilmente fu la vita dell’asceta illuminato. Ovviamenete alla narrazione dei passi fondamentali della vita di un personaggio di così grande importanza si aggiunge la classica ironia di Tezuka, che vuole con essa alleggerire la stesura. Budda si presenta come un fumetto di notevole interesse, per appassionati e per chi semplicemente voglia leggere un grande romanzo epico.
Dunque non appare strano che un autore capace di trattare temi leggeri e temi seri con la stessa semplicità abbia riscontrato un grandissimo successo. Moltissime sono le opere di cui si potrebbe parlare e che hanno appassionato intere generazioni, ma occorrerebbe troppo tempo anche solo per cominciare a capire la mentalità di un uomo complessissimo come Osamu Tezuka.
Una sola cosa è riscontrabile in ogni manga che il maestro ha disegnato: la passione che egli riversava nel suo lavoro. Una passione fuori dal comune, fatta di piccole cose quotidiane e grandi sforzi lavorativi, che molto spesso lo portavano a passare diverse notti consecutive sveglio a lavorare. La stessa passione che ogni lettore dei suoi fumetti o fan dei suoi cartoni animati sente per le opere che tiene tra le dita o che sta guardando. E proprio per cogliere questa passione il coreografo belga ha deciso di inscenare uno spettacolo che grazie alle movenze ricrea i kanji dell’alfabeto nipponico, che utilizza musiche tradizionali giapponesi e che proietta dietro ai personaggi in scena le opere più importanti di quello che probabilmente è stato il più importante mangaka del secolo scorso: Osamu Tezuka.

http://www.youtube.com/watch?v=n1REpsbAkqc

Per ulteriori informazioni http://www.teatrailer.it/spettacoli/tezuka?cities=Roma

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