Il Gala di Svetlana Zakharova al Teatro Comunale Luciano Pavarotti

Postato il 10 maggio 2013, in Comunicazione, Spettacoli

La splendida protagonista dell’evento che si è svolto ieri al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena è una di quelle stelle della danza mondiale che riescono veramente a far sognare il proprio pubblico, grazie non solo alle sue indubbie qualità tecniche, ma anche alla sua grazia ed eleganza innate. Il tanto atteso Gala di Svetlana Zakharova è finalmente arrivato in Italia, pronto ad incantare gli ammiratori della stupenda ballerina ucraina.
Lo spettacolo è andato in scena ieri, 9 maggio, presso il Teatro Comunale di Modena, intitolato alla personalità artistica più importante e significativa della città, ovvero il tenore Luciano Pavarotti. Il Gala ha visto la stella ucraina impegnata in una serie di brani famosi tratti dal repertorio classico, come la Suite Carmen di Alonso e La Morte del Cigno di Fokin. L’artista, durante l’esecuzione delle coreografie, è stata affiancata dai solisti del Teatro Bolshoi di Mosca e del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo Andrej Merkur’ev, Anna Ol’, Anastasija Staškevič Denis Untila, Vladimir Varnava, Semën Veličko, Dmitrij Zagrebin.
Dopo essersi diplomata all’Accademia di Ballo Vaganova nel 1996, Svetlana Zakharova ha iniziato una splendida carriera, costellata di grandi successi ed enormi soddisfazioni. È entrata a far parte del balletto del Teatro Mariinskij subito dopo il diploma, ed è stata nominata prima ballerina l’anno successivo.
Dal 1999 viene invitata in qualità di guest artist dalle maggiori compagnie di balletto al mondo, come per esempio il New York City Ballet, l’American Ballet Theatre, che ospita anche il nostro Roberto Bolle, l’English National Ballet, il New National Theatre Ballet di Tokyo e il Balletto dell’Opéra di Parigi… [leggi tutto]

Continua a leggere...
Taggato con:  

Il ritorno di “Sutra” al Sadler’s Wells

Postato il 5 aprile 2013, in Comunicazione, Spettacoli

Il Sadler’s Wells di Londra è sicuramente uno dei teatri più famosi per quanto riguarda il mondo della danza; questa struttura offre sempre delle opzioni decisamente interessanti anche per gli appassionati di stili di danza particolari. Ecco perché, per il quinto anniversario della sua creazione, il teatro londinese ospiterà dal 3 al 6 aprile “Sutra”, la coreografia di Sidi Larbi Cherkaoui, uno spettacolo incentrato sulla spiritualità e sull’abilità tecnica dei monaci buddisti.
La collaborazione tra Sidi Larbi, l’archeologo e antropologo inglese Antony Gormley e il musicista polacco Szymon Brzóska ha portato alla luce un toccante e suggestivo paesaggio, insieme a nuovi brani per archi e percussioni. I protagonisti dello spettacolo sono 17 monaci del Tempio Shaolin, che si trova nella provincia cinese di Henan, fondato da alcuni monaci provenienti dall’India nel 495 a.C; questi monaci seguono una dottrina buddista molto severa, che prevede anche l’insegnamento di arti marziali come il Kung Fu e il Tai Chi, che hanno ispirato lo stesso coreografo.
Sidi Larbi si è interessato al Kung Fu fin da bambino, prendendo come modello il grande Bruce Lee, soprattutto per quanto riguarda la visione delle arti marziali e il trarre forza dalla natura e dagli elementi. “Sutra”, che significa preghiera, contiene anche un altro significato: in sanscrito questo termine indica “serie, filo, onestà” indicando così, come ha affermato il coreografo, il legame tra la sua ultima fatica e quella successiva, una connessione tra una domanda e l’altra.
Questa coreografia è un fantastico connubio di culture e di generi, di miti e di religiosità differenti, un incontro tra Occidente e Oriente che riuscirà sicuramente ad avvicinare il pubblico ad un mondo tanto lontano quanto pieno di fascino e di profondità spirituale.

Continua a leggere...
Taggato con:  

“GALLEGGIO, ANNEGO, GALLEGGIO”

Postato il 29 marzo 2013, in Recensioni, Spettacolo

Roma, 28 Marzo 2013
Prima nazionale della nuova produzione della Compagnia Atacama in scena al Teatro Vascello di Roma.


La corsa affannosa e incessante di un individuo, incurante degli ostacoli della vita e degli sconosciuti che incrociano il suo cammino. Lui corre, corre, corre, cade e si rialza, corre e non si ferma mai. Un cerchio, un circolo, un tondo. La vanità dell’esistenza e l’egocentrismo di scansare gli altri. Le infinite e innumerevoli sfaccettature dell’animo umano, che può passare dalla gioia al dolore, dalla paura allo stupore, dal piacere alla vergogna in un frangente di secondo. Punti di vista. Divergenze concettuali. Un abito da sposa.
Queste sono solo alcune delle suggestioni percepibili, ma quella che la Compagnia Atacama porta sul palcoscenico Teatro Vascello il 27 Marzo, in replica per i due giorni successivi, è una ricerca coreografica densa di significato e di significati. In scena come prima nazionale, la nuova produzione della compagnia fondata nel 1997 da Patrizia Cavola e Ivan Truol era già stata presentata nel suo studio iniziale in conclusione della residenza creativa all’interno della rassegna “Corrispondenze” a Ladispoli (RM) e della rassegna “E-Novaction Mediascena Europa” a Roma il 2 e il 3 dicembre scorso, mentre l’Officina COREografica ha programmato un’altra anteprima presso il Daf Lanificio di Roma il 7 dicembre.
Fonte di ispirazione di questa creazione è il libro “Cabaret Mistico” di Alejandro Jodorowsky e la frase di Ludwig Wittgenstein “Il sapere e il riso si confondono” contenuta nel testo. Dalle inesauribili contraddizioni dell’essere umano contemporaneo, dal galleggiare tra sentimenti contrastanti, è scaturito un lavoro corale di improvvisazione corporea e intellettiva di scambio tra i danzatori e i coreografi. Un risultato poetico e visionario, che unisce movimento e riflessione sulla parola e sull’espressione gestuale dei danzatori-attori, abitanti della scena con i loro corpi e le loro menti.
Il progetto non avrebbe potuto avere luogo senza la collaborazione ben riuscita con il compositore Sergio de Vito per la creazione di musiche originali in un crescendo di dissonanze e Danila Blasi che ha curato il disegno luci, essenziale ma di grande impatto.
La compagnia Atacama, nata da una collaborazione artistica esistente da diversi anni tra la coreografa e danzatrice Patrizia Cavola e dal coreografo, danzatore e attore Ivan Truol, è sostenuta e riconosciuta dal MIBAC Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Dipartimento dello Spettacolo. Nel 2007 Atacama è tra i soci fondatori di CORE Coordinamento Danza e Arti Performative del Lazio, di cui P. Cavola è membro del Comitato Direttivo e Direttrice Artistica dal 2007 al 2011.
In scena i danzatori Valeria Baresi, Anna Basti, Ilaria Bracaglia, Cristina Meloro e Marco Ubaldi, di chiara esperienza teatrale, hanno reso manifeste le sfaccettature dell’interiorità con un’interpretazione pulita e tangibile.

Un discepolo dice al Maestro:
“Sono uno stupido. Galleggio, annego, galleggio, annego, galleggio, annego ….
Quando potrò liberarmi da questo doloroso mondo?
Galleggiare, annegare, galleggiare …. Com’è difficile vivere!”.
Il Maestro non risponde. Il discepolo lo guarda a lungo, in attesa, e alla fine gli dice:
“Maestro! Non sono forse qui, davanti a lei, a farle una domanda?”.
“Dove sei adesso? Stai galleggiando o annegando?”

Continua a leggere...
Taggato con:  

Il Teatro San Carlo si mobilita in favore della Città della Scienza

Postato il 15 marzo 2013, in Comunicazione, News

Lo scorso 4 marzo la città di Napoli è stata scossa da un avvenimento che ha distrutto i sogni di legalità e di progresso di moltissimi napoletani e campani: la Città della Scienza, centro all’avanguardia nella ricerca che offriva una speranza di riqualificazione alla tormentata area di Bagnoli, è stata completamente distrutta da un violentissimo incendio. Gli inquirenti si sono subito attivati per consegnare alla giustizia gli ideatori di questo folle gesto, che ha gettato nello sconforto buona parte della città che vedeva in questo luogo un vero e proprio simbolo di rinascita. Lo stesso sindaco, Luigi de Magistris, ha dichiarato che Napoli è letteralmente sotto attacco, e si è impegnato in prima persona per poter risolvere al meglio questa triste vicenda. Anche lo scrittore Roberto Saviano ha sottolineato i forti interessi economici che i clan hanno verso l’area di Bagnoli, sostenendo che la pista mafiosa è sicuramente una delle più credibili.
Di fronte però a questa tragedia, lo stesso sindaco è stato molto risoluto nell’affermare che la Città della Scienza non solo verrà ricostruita, ma che rimarrà a Bagnoli, per continuare quel percorso di legalità e ricerca fortemente voluto sia dall’amministrazione comunale che dai cittadini stessi, stanchi di vedere associare la loro città alla spazzatura e alla criminalità organizzata. Anche il Guardasigilli Paola Severino è accorsa in visita al luogo del disastro, per testimoniare la vicinanza del governo ai lavoratori che a causa dell’incendio hanno perso il lavoro, e alla cittadinanza; il ministro ha affermato che i soldi per questo genere di investimenti vanno assolutamente trovati, e che sicuramente tutti si impegneranno affinché la Città della Scienza venga ricostruita in tempi celeri.
Il mondo della danza non si è tirato indietro di fronte al richiamo della solidarietà verso una realtà culturale cittadina che ha subito un gravissimo colpo; l’8 marzo scorso è stata aperta la vendita dei biglietti per la prova aperta del “Don Quijote”. L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con il MIUR ed è principalmente rivolti agli studenti e ai giovani.
L’intero incasso verrà devoluto in favore della ricostruzione della Città della Scienza di Napoli; la prova è in programma al Teatro San Carlo, tempio della danza classica e della lirica, giovedì 21 marzo alle 11.30, e vedrà come protagonisti l’étoile Svetlana Zakharova, astro splendente del teatro russo Bolshoi, il primo ballerino ospite Alessandro Macario, l’orchestra giovanile “Luigi Cherubini” diretta dal maestro Oleksiy Baklan e il corpo di ballo del teatro diretto da Alessandra Panzavolta.
La Fondazione Teatro San Carlo, insieme ai lavoratori e alle lavoratrici dell’ente lirico, ha fortemente voluto questa straordinaria iniziativa, per dare una speranza di un futuro migliore a tutti i giovani e i cittadini napoletani. Ciò che le fiamme hanno barbaramente distrutto, potrà essere ricostruito grazie al contributo di tutti, dando così un forte segnale a tutti coloro che hanno tentato invano di imprigionare la città.

Continua a leggere...
Taggato con:  

Odysseus Dance Opera – Il mito a teatro

Postato il 5 marzo 2013, in Comunicazione, Spettacoli

La danza e la grande letteratura classica hanno sempre avuto un legame molto stretto e privilegiato. Sicuramente la classicità, grazie alla potenza di temi che possono considerarsi attuali anche ai giorni nostri, continua ad ispirare i grandi del balletto nella creazione di spettacoli che riescono a richiamare un numeroso pubblico.
Il Teatro Greco di Roma avrà il piacere di ospitare un grande e gradito ritorno, ovvero quello del Balletto Odysseus Dance Opera, che calcherà il palcoscenico del teatro capitolino dall’11 al 21 aprile. La creazione di Renato Greco e Maria Teresa Dal Medico ha debuttato per la prima volta nel maggio del 2005 e racconta la storia del grande aedo cieco Omero da una prospettiva completamente nuova. La vicenda è arricchita da tre elementi basilari, ovvero il mito, che viene rappresentato dall’uomo che sfida il destino e il volere degli dei attraverso mille avventure, il viaggio, cioè la continua ricerca del superamento dei limiti umani, e la passione, quella travolgente dell’amore con la A maiuscola, che riesce a superare ogni ostacolo che si frappone fra l’innamorato e l’oggetto del suo desiderio.
La Teatro Greco Dance Company, compagnia fondata nel 1973 e che è diventata nel corso degli anni una delle realtà più apprezzate a livello nazionale, porterà in scena questo stupendo spettacolo, che, forte del precedente consenso ottenuto dal pubblico, riuscirà sicuramente a bissare il successo della rappresentazione precedente. Inoltre, la compagnia è stata incaricata direttamente dal Ministero degli Esteri di promuovere attività culturali oltre ai confini del nostro paese, collaborando così con numerosi Istituti di Cultura in Germania, Spagna, Ungheria, Malta, Stati Uniti, Russia, Cina, Egitto, Marocco, Brasile, Belgio, Kenya, Etiopia, Svizzera, Grecia, Austria. Infine, è stata tra i soci fondatori della A.I.A.D, l’odierna federazione della Danza (AGIS).
Il 19 maggio del 2005 sono stati presentati all’Anfiteatro Flavio a Roma gli spettacoli Odysseus e Magnificat, in onore di Papa Giovanni Paolo II, e in concomitanza della VII settimana della cultura promossa dal Ministero per i beni e le attività culturali, Dipartimento per lo Spettacolo e lo Sport.
Se in quel periodo capitate nella splendida città eterna, perché non completare l’immersione in un tempo glorioso e passato, non solo passeggiando ai Fori Imperiali o sfiorando le mura del Colosseo, ma anche godendosi uno splendido spettacolo in cui danza, passione e mito sono fusi insieme, per offrire al pubblico un’esperienza unica e indimenticabile.

Continua a leggere...

AMADEUS – “La musica di un genio, la voce di un dio”

Postato il 4 marzo 2013, in Balletto, Recensioni

Grandissimo successo sabato 23 febbraio al Teatro Comunale di Moncalvo (Asti) per la prima dello spettacolo “Amadeus – la musica di un genio, la voce di un dio”, diretto e coreografato da Max Sirto e portato magistralmente in scena dalla Evolutions Contemporary Ballet.
Sirto, le cui numerose esperienze in Italia e all’estero hanno fatto sì che, pur con la sua giovane età (33 anni), attirasse l’attenzione di molti eventi nazionali ed internazionali degli ultimi anni, è tra i pochissimi giovani che in questi anni, così difficili per tutte le forme d’arte, desiderano ancora proporsi ad alti livelli legando le proprie esperienze personali come ballerino alle tecniche fondamentali dei più grandi coreografi. È infatti dopo diversi anni di formazione presso alcune delle più importanti realtà del mondo coreutico (Londra – Pineapple Performing Arts Studios – e London Contemporary Dance School, New York – Merce Cunningham Dance Studios – e Firenze presso la Scuola del Balletto di Toscana e l’Opus Ballet) che Max Sirto si ispira, per dar vita alla sua idea di ‘balletto’, a due grandi coreografi e suoi maestri, Merce Cunningham e Dwight Rhoden, i quali hanno saputo coniugare la loro eccellenza artistica ai frutti di una meticolosa opera di ricerca e sperimentazione. Pur considerandosi un ‘integralista della Tecnica Cunningham’, da cui attinge costantemente per portare avanti quel metodo compositivo di danza ‘non narrativa’ che permetta di creare una scissione netta dall’ossessione del risultato estetico a cui si è così fortemente legati, Sirto prova, e riesce perfettamente, a trovare coreograficamente la propria strada opera dopo opera.
Non mancano nell “Amadeus” forti riferimenti all’arte in tutte le sue forme, passando da Tolouse Lautrec e dalle poesie di Rimbaud nel primo atto, fino al secondo atto dedicato al “Requiem” e intriso di riferimenti all’arte cubista, a Picasso, Klimt (esponente dell’Art Nouveau) e Duchamp.
Arte, musiche (quelle di Mozart), storia della danza e innovazione dunque in un solo spettacolo che prende vita grazie ai meravigliosi componenti della Evolutions Contemporary Ballet, 6 giovanissimi ballerini con grandissime capacità: Alice Corti, Fabrizio Sina, Federica Lepore, Gianluca Grimaldi, Nicoletta Roncelli, Sara Pagani. Uno spettacolo completo e molto ben strutturato che vi saprà divertire ed affascinare.

Continua a leggere...

Notre-Dame de Paris alla Scala con Roberto Bolle e Natalia Osipova

Postato il 8 febbraio 2013, in Comunicazione, Spettacoli

In questo periodo uno dei più grandi ed autorevoli autori della letteratura francese sta letteralmente dominando la scena artistica internazionale: Victor Hugo e le sue opere sembrano essere diventate le principali forme di ispirazione dell’arte moderna. Nelle sale cinematografiche italiane e straniere sta riscuotendo un enorme successo la versione per il grande schermo de “Les Misérables”, musical presente nei teatri londinesi da anni, e che finalmente ha conosciuto la ribalta internazionale grazie alle splendide interpretazioni di Hugh Jackman, Russell Crowe, Anne Hathaway e Amanda Seyfried. Il film, diretto dallo stesso regista de “Il discorso del re”, ha fatto incetta di premi ai Golden Globe ed è ormai lanciatissimo verso gli Oscar.
Il mondo del teatro ha attinto ampiamente dal genio dello scrittore francese: Riccardo Cocciante ha portato al successo il musical Notre-Dame de Paris, che è appena ripartito per l’ennesima tournée; tuttavia anche la danza non è rimasta insensibile alla toccante vicenda che vede come protagonisti il gobbo Quasimodo, la zingara Esmeralda, il prete Frollo e il capitano della guardia Febo. Infatti, dal 10 febbraio al 5 marzo, il Teatro alla Scala di Milano avrà l’onore di ospitare Notre Dame de Paris, una produzione del teatro Bolshoj di Mosca, con la coreografia e il libretto di Roland Petit. Gli interpreti di Frollo, Febo, Esmeralda e Quasimodo porteranno in scena tutta la drammaticità e la poesia di questa struggente storia di amore e morte, che ha come sfondo la regina di Parigi, ovvero la cattedrale di Notre Dame.
Le musiche sono di Maurice Jarre, le scene di René Allio, i costumi del celebre stilista Yves Saint-Laurent; tutto questo, insieme alla trama intessuta da Victor Hugo, ritorna alla Scala dopo ben 10 anni, con lo scopo non solo di incantare il pubblico ma anche di celebrare la vena artistica di uno dei grandi geni del teatro moderno, ovvero Roland Petit, personaggio che è sempre stato in grado di far emergere con chiarezza la sua visione di spettacolo come una creazione totale, che coinvolge danza, costumi, scenografia e arte drammatica.
L’apertura vedrà in scena due artisti di rilievo come Natalia Osipova e il nostro Roberto Bolle, che debutteranno per la prima volta insieme non solo come coppia, ma anche nei ruoli di Esmeralda e Quasimodo, cavallo di battaglia di Massimo Urru, che sostituirà Bolle il 19 e il 21 febbraio. Lo spettacolo inoltre sarà ripreso dalle telecamere della RAI e verrà trasmesso in diretta il 14 febbraio sul circuito cinematografico digitale; per chi non potrà seguirlo quel giorno, verrà trasmesso in differita il 17 febbraio alle ore 21.15 su Rai 5.

Continua a leggere...

“Open”: il grande ritorno di Daniel Ezralow

Postato il 18 gennaio 2013, in Comunicazione, Spettacoli

Dopo quattro anni di assenza dal palcoscenico teatrale, Daniel Ezralow, uno dei più famosi e stimati coreografi contemporanei, fa il suo grande ritorno con uno spettacolo che promette di coinvolgere notevolmente il pubblico, grazie all’estro e alla creatività che ha sempre contraddistinto questo grande artista: “Open”.
Scritto a quattro mani con la moglie, Arabella Holzbog, al teatro Camploy di Verona il 25 gennaio prenderà il via la tournée della nuova coreografia di Ezralow che toccherà i più importanti teatri italiani; i protagonisti di questa nuova creazione saranno otto danzatori, sei americani e due italiani, che fanno parte della neonata D.E Constructions Dance Company. Ezralow propone la fusione della musica classica di Beethoven, Chopin, Wagner, Bach, Verdi e Rossini con la danza contemporanea; una scelta netta del coreografo che ha affermato di volersi differenziare dalla maggior parte degli spettacoli che ultimamente vengono portati in scena, in cui tutti ballano hip hop, rock e pop.
Uno degli ingredienti principali di “Open” è sicuramente il grande susseguirsi di emozioni e sensazioni diverse, e soprattutto la volontà dell’artista di coinvolgere fortemente il pubblico, che verrà chiamato in causa a sorpresa durante lo spettacolo.
Daniel Ezralow è sicuramente un coreografo di grandissima esperienza, che ha spaziato dal teatro al musical, fino ad arrivare al cinema, passando anche per la televisione. Nato 56 anni fa a Los Angeles da una famiglia ebraica, è stato il fondatore di compagnie che hanno ottenuto un enorme successo a livello mondiale, come i Momix, ed ha inoltre creato coreografie memorabili per corpi di ballo come The Paris Opera Ballet e Batsheva.
Uno dei maggior pregi di questo artista è quello di riuscire ad avvicinare alla danza un pubblico decisamente vasto e variegato, grazie alle sue coreografie accattivanti, piene di emozioni e di coinvolgimento, che sanno strizzare l’occhio anche alle tecnologie più moderne.

Continua a leggere...
Taggato con:  

Se vai a vedere un musical parti con certe aspettative.

Se vai a vedere Priscilla la Regina del Deserto a Milano le tue aspettative crescono a dismisura: vuoi luci, colori, costumi elaboratissimi e schizzoidi; vuoi tre “Divas” con un range vocale che permetta di passare da Gloria Gaynor alla Traviata di Verdi ma soprattutto… vuoi loro.
Mitzi.
Bernadette.
Felicia.
Le Queen.

Nel film cult del 1994, nominato ai Bafta e ai Golden Globe nonché vincitore di un Oscar, l’agente Smith di Matrix e l’Anti-eroe di Memento (no, non sto scherzando) si mostravano in spandex, latex e satin, coadiuvati da aborigeni australiani, da un meccanico dalla mentalità aperta, da un ex lap-dancer filippina dall’insolito ehm, talento, e da uno straordinario Terrence Stamp in uno dei ruoli più risqué della sua carriera.
Lo spettatore usciva da quei centoquattro minuti frastornato, incuriosito, talvolta ammaliato da quegli alieni che si muovevano al ritmo degli Abba e dei Pet Shop Boys. Non tutto era perfetto, anzi. Il film era altalenante, con alcune ingenuità, ruvido come il deserto australiano dei Nothern Territory in cui era stato girato ma non si poteva dire che non ti facesse riflettere.

Questa versione italica del musical ha perso certamente in profondità espressiva ma ne ha guadagnato in glitter. Le tre Divas, ad esempio, sospese a mezz’aria per buona parte dello show sono veramente ma veramente brave.
I tre attori principali, a mio parere, soffrono della Sindrome da Attore di Musical Italiano che si è dovuto formare praticamente da solo: sanno fare un po’ di tutto (cantare, ballare, recitare) ma non eccellono in alcuna disciplina. Sono stati però calorosamente applauditi, in particolare Mirko Ranù –Felicia (classe 87’) che riceveva applausi a scena aperta.

Ci credo.
Ottantacinque chili di muscoli che ballavano sui tacchi?
Approvavo di tutto cuore…

Continua a leggere...
Taggato con: