Mettiamola così: sono una sfegatata di Matthew Bourne. Sono pazza per Swan Lake, euforica per Nutcracker, seccata  che non esista Cinderella in dvd, in perenne attesa che esca Edward the Scissorhands e irritata dall'aver perso per un soffio la serata di Doria Gray a Londra.

Insomma, sono di parte. Irrimediabilmente. Tuttavia, stasera, solo per voi, è mia intenzione essere meno fan del solito e limitare la mia passione con un reportage basato sui contenuti speciali del dvd più che sulla mia ignobile e ossessiva passione per le coreografie di questo (lo dirò una volta sola, giuro!)genio.

Continua a leggere...
Taggato con:  

Il cigno nero è uscito in Italia nel febbraio 2011 accompagnato da numerose polemiche, non ultima quella riguardante l’Oscar conferito a Natalie Portman come migliore attrice; se si naviga un po’ in rete ci si imbatte in fitti dibattiti sulla percentuale di passi di danza compiuti dalla Portman in prima persona (da chi sostiene che siano il 5% a chi afferma che siano il 75%).
Personalmente non mi sembra che questo possa essere un elemento determinante per valutare la qualità del film, perciò abbandono subito l’argomento e mi immergo invece in qualche considerazione più strettamente cinematografica.

«La storia la conosciamo tutti. Una giovane dolce e pura, prigioniera nel corpo di un cigno, desidera la libertà, ma solo il vero amore spezzerà l’incantesimo. Il suo sogno sta per realizzarsi grazie a un principe, ma prima che lui le dichiari il suo amore, la gemella invidiosa, il cigno nero, lo inganna e lo seduce. Devastata il cigno bianco si getta da un dirupo e si uccide e nella morte ritrova la libertà». Così il coreografo Thomas Leroy (Vincent Cassel) ci presenta il Lago dei cigni in una delle prime scene del film, aggiungendo che la sua nuova versione per l’apertura della stagione del New York City Ballet sarà spogliata degli orpelli, viscerale e autentica.
Nina (Natalie Portman), giovane e promettente ballerina, otterrà il ruolo di protagonista, ma dovrà ben presto scontrarsi con tutti i suoi fantasmi in una lotta senza esclusione di colpi, per uscire dall’adolescenza e conquistare il suo posto nella vita e al centro del palcoscenico. Ciò che accade a Odette nel Lago dei cigni, si rispecchia in ciò che deve fronteggiare Nina nella sua vita reale. Da subito Leroy mette Nina di fronte ai suoi limiti di danzatrice: la sua tecnica impeccabile e la sua purezza sono perfette per interpretare il cigno bianco, ma il cigno nero necessita di una sensualità e di un erotismo che Nina non possiede.
Il coreografo la spinge a lasciarsi andare, a sperimentare nella sua vita il significato della seduzione; Nina ne rimane disorientata, sembra non riuscire a superare quel blocco che la tiene legata alla sua glaciale purezza. Questo fino al giorno in cui Lily (Mila Kunis), bella e spregiudicata ballerina, sua avversaria per il ruolo di Odette, la trascina in una notte di alcool, droghe ed eccessi, facendole sentire sulla pelle che cosa significhi liberarsi dagli schemi che l’hanno sempre tenuta imbrigliata; in questa notte Nina libera finalmente la sua sessualità repressa in un rapporto lesbico (immaginato o realmente consumato) con il suo alter ego malvagio.
Sì perché il vero cigno nero della vita di Nina non è Lily, ma un nemico molto più viscido ed insidioso: se stessa.

Continua a leggere...
Taggato con:  

The Blues Brothers

Postato il 3 dicembre 2012, in Senza categoria

Spesso pensando ad un musical si ha l'idea che debba essere ricco di balli correlati a quella che è la trama. Indubbiamente, per il buon esito di uno spettacolo del genere, è necessario una componente notevole di danza, ma a questa deve essere affiancata necessariamente un parte recitata e ovviamente una cantata.
Nel caso di musical del calibro di Cats e Jesus Christ Superstar ovviamente c'è un predominio della componente danza-canto. Ebbene, c'è un musical che unisce magistralmente la parte recitativa e l'aspetto canoro, dando maggior spazio a questi aspetti piuttosto che alla danza.

The Blues Brothers è un film del 1980, la cui caratteristica fondamentale è quella di unire sulllo schermo molteplici musicisti ed attori che hanno lasciato il segno nella cultura moderna. La trama è presto riassunta: i due fratelli Jake Blues (John Belushi) ed Elwood Blues (Dan Aykroyd), i Blues Brothers, sono due musicisti squattrinati, cresciuti in un orfanotrofio che purtroppo verte in pessime condizioni economiche. Riunendo i componenti della “Banda” i due decidono di portare sui palchi di mezza America il loro show musicale, guadagnare i soldi necessari e quindi salvare l'orfanotrofio. Ovviamente sul loro cammino incontrano numerosi ostacoli, ma essendo uomini di mondo riescono a superare le avversità e raggiungere il proprio scopo.

La componente musicale in questo film è di fondamentale importanza. Infatti, oltre ai protagonisti, compaiono numerosi cantanti famosissimi, tra i quali spiccano Ray Charles, Aretha Franklyn e Jame Brown. La colonna sonora dei Blues Brother è ormai entrata nel mito, resta da rilevare quale importanza abbia rivestito il film in sé in un genere quale il musical.

Continua a leggere...
Taggato con: