Nel contesto del Musical più che del Balletto, Hedwig and the Angry Inch (conosciuto in Italia come 'La diva con qualcosa in più') è uno di quei film che, a mio avviso, acquistano un senso solo quando, tra le lacrime, si intravvedono i titoli di scena.

Molti gli stati d'animo che si possono alternare durante la visione di questa opera rock nata da un musical cabaret nel lontano anno 2001: perplessità, incertezza, curiosità, fastidio e, perché no, noia… persino noia!

Eppure, giunti al dunque, sull'ultima nota, l'ultimo fotogramma, l'ultima dissolvenza, tutto acquista un senso: Hedwig è un modo di vivere e interrogarsi, di camminare per la strada, di cercare l'amore e perderlo, di non essere ciò che si dovrebbe essere o di non sapere affatto cosa si è.

La trama, ideata da John Cameron Mitchell e completata dalle musiche e testi di Stephen Trask per un musical on Brodway dalla genesi incredibile (che prima o poi vi racconteremo…), è un miscuglio di filosofia e storia della musica, più simile a un cassetto disordinato che a un concerto.

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Negli ultimi anni, a fronte dell'esplosione di internet, gli aneddoti e i materiali inerenti l'ideazione, la stesura e la realizzazione di un prodotto artistico sono aumentati e divenuti, così, reperibili e fruibili oltre ogni aspettativa.

In risposta alle riprese amatoriali e alle news che i fan di tutto il mondo si passano l'un con l'altro con avidità, sono aumentati i contenuti speciali nei cofanetti dvd in commercio.

Hedwig, nella sua nuova edizione, non è da meno: i contenuti speciali, fatti di interviste e frammenti tratti dall'originale musical in scena a Broadway, raccontano una storia che è quella di Hedwig e allo stesso tempo non lo è. Insomma, come Hedwig stessa, gli extra film annullano la linea di demarcazione tra realtà e fantasia, fanno vedere nitidamente 'il muro' e creano 'un ponte' tra le persone che hanno inventato e i personaggi che sono stati inventati.

Non fraintendetemi, non sono una fan che vede oro dappertutto: sono una a cui piace riflettere. Ed Hedwig, l'incontro degli opposti per antonomasia, mi ha offerto molto materiale. Non ultima, la sottile contraddizione tra un film (con cui ho poco da spartire) e la sua genesi (che, all'opposto, è qualcosa che chiunque abbia militato un minimo per teatri, riconosce come vicina alla propria esperienza.)

Dapprincipio, infatti, è la storia di un'amicizia. Due si incontrano, trovano un argomento in comune, hanno un'idea. Anzi, a dirla tutta, nel caso di Hedwig, tutto comincia con il 'come si rimorchia in aereo usando un libro'. E questo, ammettiamolo, dice già molto di John Cameron Mitchell, la mente da cui è nata Hedwig (nonché la faccia)… e di Stephen Trask, la voce e l'emozione dell'opera rock.

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