Introduzione di Elisabetta Tosco

Nelle settimane passate, mentre lo staff prendeva in esame materiali e fonti del settore, più volte nell'arco di una sola mattinata, i banners pubblicitari e le riviste hanno portato alla nostra attenzione il medesimo soggetto: il libro di MaryGarret, intitolato “La verità, vi prego, sulla danza!”, edito da ItaliaPress nel 2010.
Lo abbiamo ordinato e attendiamo di poterlo leggere, discutere, commentare. E, durante questa attesa, che ci obbliga quindi dall'astenerci da ogni recensione (ma, se le poste italiane ci aiutano, non ancora a lungo!), abbiamo avuto il piacere di ricevere una breve presentazione dall'autrice stessa, Mariafrancesca Garritano, nome d'arte MaryGarret, che 'copia-incolliamo' fedelmente qui sotto:

Gentile redazione di iodanzo.com
come da vostra richiesta scrivo qualche riga per presentarvi il mio libro, nell'attesa che possiate leggerlo e dirmi cosa ne pensate!

Scrivere questo Libro, uscito nel 2010,  mi ha aiutata a capire molte cose di me stessa e delle persone intorno a me. Parto dalla mia esperienza personale per parlare del mondo della danza e di molte sue dinamiche, dando il mio punto di vista a chi vuole partecipare a delle riflessioni che sono normalissime riflessioni di vita. Spesso lo hanno giudicato un libro scomodo o dissacrante, anche senza averlo letto, ma in realtà non è come lo descrivono e, per questo, vi invito a leggerlo prima di poter credere a falsi giudizi. Il mio intento era quello di un confronto con un mondo che non tutti vivono e percepiscono allo stesso modo. Non ho mai voluto offendere nessuno con alcune affermazioni in merito ad argomenti trattati nel libro ma, al contrario, porre l'attenzione su cose che spesso non vengono ritenute importanti e che, invece, risultano essere fondamentali per la vita di un danzatore. Perciò mi auguro che possa essere condiviso da più persone possibili e ne sia colto il vero senso per cui ho iniziato questo importante percorso.
 ”La verità, vi prego, sulla danza!” riprende la nota poesia di Auden, e vuole essere un' esortazione, a volte comica, a volte arrabbiata, a volte sentimentale a raccontare o farsi raccontare, la verità su ciò che spesso resta non detto. Buona Lettura, Mary.

Ringraziamo l'autrice per la rapidità, la disponibilità e la gentilezza con cui ha accolto la nostra richiesta e speriamo di poter aver presto l'occasione per un'intervista! A presto risentirci, lo staff di IoDanzo.

Sito ufficiale di MaryGarret: http://www.marygarret.com/

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Scarpette rosa

Postato il 26 dicembre 2012, in Senza categoria

di Evelyn S. Dehkes La piccola Grete ha un solo grande desiderio: quello di poter acquistare le splendide scarpette rosa che ha visto in una vetrina, ed iniziare così a prendere lezioni di danza, per poter realizzare il suo sogno, ovvero quello di diventare una famosa e affermata ballerina. Purtroppo, nonostante Grete sia solo una [...]

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La danza è vita

Postato il 10 dicembre 2012, in Senza categoria

Quattro parole che non costituiscono una definizione bensì un pensiero. E sono due astrazioni ben diverse: le definizioni ci servono per chiarire e rassicurare, normalmente rispondono al che cos’è e di conseguenza al come funziona; il pensiero esiste. Esso può concretizzarsi in mille modi, rimanere indefinito, percepire l’Universo. Entrambi questi aspetti scaturiscono dalla mente umana, secondo processi diversi. Ora che cosa mi tormenta? Perché quando si cavilla filosofeggiando c’è un bel punto interrogativo piazzato da qualche parte nel nostro cervello. L’ho ignorato da giorni e ho intenzione di continuare a farlo come smetterò di scrivere, ma ora mi concedo una riflessione.
Io non cercavo una definizione della danza, ne avrei trovate molte sicuramente e qualcuna poteva adattarsi anche al mio vissuto o a quello di qualcun altro.
Danza è arte
Danza è passione
Danza è talento
Danza è movimento o espressione corporea
Danza è creatività
Danza è libertà
Danza è lavoro
Ognuna va bene e sono solo quelle corte. Trascuriamo quella del dizionario e se andiamo in rete ne troveremo di celebri e affascinanti. La danza ha a che fare con la bellezza: del movimento, della musica, dei costumi e della scena, degli interpreti. L’Etoile Eleonora Abbagnato, in un’intervista, aveva sostenuto che una ballerina dovesse necessariamente essere “bella”. Accettabile nel contesto solo di quell’intervista, perché di ballerini penso ce ne siano di ogni tipo, anche di quelli che non rimandano a pensieri così puri e alti come il “bello” (sto filosofeggiando ancora), comunque ci sta: la danza è una forma di bellezza.
Danza è fatica. In effetti richiede un grande sforzo fisico (si suda tanto!) e mentale: il controllo la volontà la calibrazione del proprio corpo e della propria mente ecc., e può portare a frustrazioni terribili o esaltanti successi. Il risultato non è garantito in nulla di ciò che ci apprestiamo a fare, ma ci sono certamente scelte più rischiose di altre. La danza è anche questo, perciò rientra in quelle grandi emozioni dell’esistenza che danno e tolgono, che sollevano e abbattono, che fanno ridere e piangere, nel rigoroso dualismo dell’Essere.
Qui compio una sterzata e vi porto al punto di partenza, ma anche a quello di arrivo perché lì mi trovo io. Stephen King nella pagina delle citazioni, nel suo ultimo e nuovo libro (ha abbandonato apparentemente il genere che gli era proprio) fa una scelta particolare; cita Norman Mailer, perfettamente in tema, un Proverbio giapponese sull’amore e la sua forza, ci sta perché l’amore si trova strada facendo; poi scrive: “La danza è vita”, in un’autocitazione.

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