LucaDiBartolo: Il lago dei cigni

Postato il 24 dicembre 2012, in Senza categoria

Russian Ballet Moscow “Il lago dei cigni” immagine del dietro le quinte, teatro Novelli, Rimini 2011

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Neumeier: Illusions like Swan Lake

Postato il 13 dicembre 2012, in Senza categoria

Chi mi conosce sa che, con cadenza regolare, apro la bocca e pronuncio la fatidica frase:
“Ho visto una nuova versione del lago dei cigni eccezionale!”
Posso dire eccezionale, spaziale, pazzesca o sensazionale… ma la sostanza non cambia. Né, tantomeno, cambia la risposta del mio stanco interlocutore:
“Lo dici ogni volta che ne vedi una.”
E' vero. Vorrei poterlo negare, ma è così: io mi faccio di “Lago dei cigni” come il peggiore dei 'tersicoro-tossici'. Versioni contemporanee e classiche, variazioni delle classiche, classicizzazione delle varianti… insomma, a me basta che il titolo sia Swan Lake e già son pronta e bendisposta!
Così, nella mia vita, in molti mi hanno offerto abbondanti dosi di 'Swan lake' con cui dissetarmi: Matthew Bourne, Mats Ek, Makarova, Grigorovich e, chi più ne ha, più ne metta.
Ultimo, solo per una questione cronologica, John Neumeier, con il suo “Illusions like Swan Lake” (Illusionen – wie Schwanensee), ideato nel 1976 per l'Hamburg Ballet, ripresentato nel 2001 (edizione dvd con Anna Policarpova, Elizabeth Loscavio, Jiri Bubenicek e Carsten Jung) e quest'anno nuovamente in cartellone presso Bavarian State Opera .
Illusions like Swan Lake è, perdonatemi il gergo, un balletto da far girare la testa: espressività, tecnica, atmosfera e, non ultimi, regia e particolari scenici.
La storia è semplice e inizia con una segregazione: un principe in farsetto azzurro, con l'emblema del cigno bianco sul petto, viene relegato in quella che sembra essere una torre.
Nulla manca all'atmosfera: mobili coperti da lenzuola, candelieri accesi, mura spoglie e in mattoni, un quadro in un angolo. Il principe si inginocchia, prega, appare un uomo vestito nero alle spalle, come un'ossessione, come una tentazione.
O, come un'allucinazione: la torre svanisce, le mura scompaiono e ci ritroviamo in un cantiere luminoso, in festa. Il nostro principe si aggira felice in questo ricordo rivissuto… ma l'uomo nero è ancora in agguato.
La gioia scompare, di nuovo la torre.
Un altro lenzuolo lasciato cadere, un altro ricordo celato al di sotto: una sera a teatro, cigni in scena, una splendida ballerina.
Ancora l'uomo nero, ancora la torre.
Illusioni, allucinazioni, ricordi di una vita che trasmettono il senso del thriller: perchè è stato rinchiuso? Perchè vede quest'uomo? Cosa può essere successo tra lui e la ballerina, tra lui e la timida fidanzata? Perchè costruiva un castello?

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LucaDiBartolo: Magia del dietro le quinte

Postato il 2 ottobre 2012, in Storia della danza

Il risuonare le note inconfondibili del Romeo e Giulietta di Prokofiev, di fronte a me il fondale scuro del palco sotto la torre scenica, emozioni impagabili del dietro le quinte; in condizioni simili le lacrime arrivano agli occhi e senti che tutto ha un senso, ha un senso essere lì per sentire vibrare l’emozione dentro il tuo stomaco. La musica si scava un passaggio simile ad una radice nel terreno, un po’ come essere colpiti da un acquazzone estivo.
Cosa accade di così particolare in questo luogo, nel dietro le quinte!
Mi interrogo sul perché si provino certe emozioni: pietanza gustata attraverso la vista, condimento che proviene dall’udire…o forse il contrario.

Il dietro le quinte risulta essere un luogo particolare, quasi esotico: al piacere della perfezione estetica della visione composta della platea si sostituisce il piacere dell’emozione vissuta a contatto col palco e i ballerini.
Li osservi e puoi scivolare con lo sguardo su di loro, leggi le espressioni, la tensione. Il loro sguardo è a momenti perso nel vuoto, più spesso concentrato sui loro compagni sul palco, per te è come trovarti dietro al banco di pasticceria piuttosto che di fronte.

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