Come potete vincere 2 bellissimi libri fotografici di danza? Scopritelo all’indirizzo http://tezoroproductions.WordPress.com/2013/10/01/dancers-among-us-an-amazing-dance-photography-book-by-jordan-matter-dance-giveaway/

”Dancers among us” è il libro fotografico pubblicato nel 2012 da Jordan Matter, giudicato miglior libro del 2012 dalla rivista di Oprah, ed entrato a far parte dei bestsellers del New York Times nello stesso anno!!

Continua a leggere...
Taggato con:  

DANZAINFIERA 2013 – Un’altra fantastica edizione si è conclusa

Postato il 27 febbraio 2013, in Comunicazione, News

Anche quest’anno a Firenze, nella stupenda cornice di Fortezza Da Basso, si è tenuta l’ormai conosciutissima kermesse di Danzainfiera.
Il nostro staff, presente ormai da tre anni come web partner, si è occupato di seguire le audizioni più importanti della fiera.

Vi rimandiamo all’indirizzo del nostro album su Facebook Danzainfiera 2013 così potete sbirciare tutto quello che è successo e magari taggarvi se avete partecipato e vi riconoscete!!

Continua a leggere...
Taggato con:  

Per cominciare l’anno con la carica giusta, abbiamo il piacere di presentarvi il nuovo libro fotografico di Luca di Bartolo e Chiara Rainer, che hanno scelto di dedicare le loro splendide immagini ad uno dei balletti più famosi della danza classica a livello mondiale: Il Lago dei Cigni, con le coreografie di Marius Petipa e la struggente musica del maestro Ciaikovskij.
Il Lago dei Cigni è basato su un’antica fiaba tedesca e racconta l’appassionante storia d’amore tra il principe Siegfried e la regina dei cigni, Odette. La giovane è sotto il terribile incantesimo del malvagio Rothbart: di giorno è uno splendido cigno bianco, e solo durante la notte riacquista le sue sembianze umane. I due giovani si innamorano perdutamente, e il principe vuole sposare Odette, in modo tale da rompere la maledizione; la sera del ballo in cui Siegfried desidera presentare alla regina madre Odette come sua sposa, Rothbart arriva al castello con la figlia Odile, il cigno nero, che ha le perfette sembianze di Odette grazie alle arti magiche del padre. Odile riesce a sedurre Siegfried, che presenta il cigno nero alla madre come sua futura sposa; appena il principe si accorge dell’inganno, corre disperatamente alla ricerca di Odette, per tentare di salvare la sua amata.
Da questo punto in poi il finale presenta svariate versioni: in alcune il bellissimo cigno bianco si suicida, in altre entrambi gli amanti muoiono, in altre ancora il principe ingaggia un duello mortale con Rothbart, uccidendolo e liberando l’amata Odette dalla sua maledizione.
Tutta la drammaticità e l’ineluttabilità del fato emergono chiaramente dalle splendide fotografie contenute in questo libro che riesce a catturare non solo la leggiadria e la delicatezza delle coreografie di questo grande classico del balletto, ma riesce a mettere in primo piano, attraverso i ballerini che vengono ritratti, tutta la potenza e la poesia di questa struggente favola triste, che continua ad attirare in teatro un pubblico numerosissimo.
Tutti i ballerini di questa narrazione visiva appartengono al Balletto Russo di Anna Ivanova; questa compagnia rappresenta una delle eccellenze della scena coreutica russa, basandosi sulle tradizioni della scuola del balletto classico russo, e può vantare un vasto repertorio, che comprende grandi classici come “Lo Schiaccianoci”, “Don Chisciotte”, “Giselle”, “La bella addormentata”, “Romeo e Giulietta”, e ovviamente “Il Lago dei Cigni”. È doveroso ricordare che molti artisti della compagnia hanno vinto concorsi internazionali prestigiosi, sia in Russia che all’estero.
Sfogliate ogni singola pagina, ammirando questa favola di amore e morte che si dipana sotto i vostri occhi con pathos e magia.

Continua a leggere...


La prima volta che ho fotografato la danza credo sia stato a Rimini nel 1993 durante i festeggiamenti per il centocinquantenario dall'apertura degli stabilimenti balneari: era uno spettacolo all'aperto sul Piazzale Boscovich (per chi conosce Rimini, l'area a fianco del porto canale dove fermano al mattino i pescherecci).

Sul palco Oriella Dorella col Corpo di Ballo della Scala.

Avevo 22 anni e la figura leggera e soave della ballerina mi piaceva, le ballerine rappresentavano  l'idea della creatura delicata e romantica.

Ho cominciato a fotografare perché lo faceva mio babbo, avevamo la camera oscura per il bianco e nero, l'attrezzatura l'aveva acquistata assieme ad un amico; ricordo vagamente la sera in cui entrarono dal portone con la scatola dell'ingranditore e altre cose interessanti e curiose per un bambino, una specie di attrezzatura per il piccolo chimico.

Mio babbo faceva parte del fotoclub di Rimini, con la macchina si divertiva ed evidentemente questa cosa arrivava come un gioco anche a me; tra l'altro faceva buffi fotomontaggi tra disegni e fotografie, oltre alle foto serie: ricordo un disegno di un casco con il viso di Randy Mamola (che a quel tempo correva per la Bimota a Rimini).

Lavorava per la Bimota e principalmente si occupava delle traduzioni, ricordo le sere in camera oscura a stampare foto di motociclette, ricordo molte moto da corsa, qualcosa anche a colori, poteva venirmi voglia di avere la moto essendo in Romagna, ma invece mi è venuta voglia di avere la macchina fotografica.

Così in quarta elementare portai con me la Zeiss Ikon Contaflex con dentro rigorosamente pellicola in bianco e nero. A Urbino scattai un panorama della città in due inquadrature parallele che si montavano quasi perfettamente e di cui vado ancora orgoglioso, poi ovviamente altre foto completamente inutili.

Da quel momento non ho più smesso di fotografare.

Casa del Popolo di Grassina (FI) 2002 – Allieve della scuola Hamlyn di Firenze

Continua a leggere...
Taggato con:  

LucaDiBartolo: Il lago dei cigni

Postato il 24 dicembre 2012, in Senza categoria

Russian Ballet Moscow “Il lago dei cigni” immagine del dietro le quinte, teatro Novelli, Rimini 2011

Continua a leggere...
Taggato con:  


Casa del Popolo di Grassina (FI) 2002 – Allieve della scuola Hamlyn di Firenze

Si tratta di una foto scattata durante un saggio di fine anno a cui ero andato in compagnia di un amico e sua moglie, lo zio dell'amico era un ballerino e insegnante e con la sua scuola credo partecipasse all'evento.
Mi sono infilato dietro le quinte salendo dalla scaletta a sinistra del palco; mi ero portato dietro la macchina fotografica con un bellissimo obiettivo: 85 mm f 1.2 della Canon, con pellicola bianco e nero 3200 asa. Mi posizionai a fianco del sipario appoggiato ad una scaletta cercando di rendermi non troppo visibile, temendo di dover rendere conto a qualcuno della mia presenza non prevista e forse non gradita.
Da li scattai tutte le foto della serata, forse un rullino nel complesso da dimenticare se non per tre scatti di cui questo è il più suggestivo.
Ad oggi rimane una delle fotografie a cui sono più legato, per il carattere pittorico e la prospettiva leggermente dall'alto che da una profondità particolare.

Continua a leggere...
Taggato con:  


Didascalia foto:
Balletto di Mosca La Classique “Il lago dei cigni” Maria Poliudova e Vladimir Statnii, teatro Diego Fabbri, Vignola 2011

La prima volta in cui ho avuto l'opportunità di poter seguire le prove in preparazione ad una serata di danza fu nel dicembre del 2006, la cosa era nata in maniera alquanto particolare e direi con una partenza sgradevolmente per il sottoscritto.

Stavo organizzando la mia prima piccola mostra di fotografie di danza e avevo scritto alla compagnia per avere la liberatoria per una fotografia che intendevo utilizzare e che ritraeva un loro ballerino; mi avevano risposto positivamente:
” Buongiorno Luca, mi scuso per il ritardo, Le confermo che può utilizzare [...] le nostre immagini, […] la informo anche che abbiamo usato una Sua foto per il manifesto del nostro prossimo spettacolo [...] che Le allego in anteprima.”

…Mi stavano informando che avevano usato una mia immagine, la cosa mi fece trasalire, mi avevano forse chiesto in precedenza di utilizzarla?!
No, mi stavano comunicando che avevano usato quella foto.
Ci si può immaginare cosa accade nell'animo di un fotografo che non sia proprio alle prime esperienze in un'occasione simile?
Una certa quantità di fastidio misto alla voglia di andare su tutte le furie.
Mi limitai ad una risposta del tipo:
“ [...]L'ora e la stanchezza per la lunga giornata di lavoro non mi permettono di risponderVi sopratutto a riguardo dell'immagine che avete utilizzato per il Vostro manifesto.
Domani dedicando il giusto tempo ….vi risponderò volentieri“

Non mi dilungo sulla vicenda se non per chiarire che ad una mia richiesta di un ingenuo “regolare acquisto dell'immagine” ebbi come risposta che non vi era tempo per “tali formalità burocratiche amministrative” e che non avrebbero avuto difficoltà a cambiare l'immagine.
La vicenda si è conclusa poi con la mia autorizzazione all'uso della fotografia per il manifesto e appunto con la preziosa esperienza nel dietro le quinte, di cui scriverò.

Per concludere:
Non è stata né la prima né l'ultima volta in cui la ragionevolezza di voler essere professionali si è scontrata con una genetica ritrosia al compenso economico: colpa del momento storico in cui la fotografia è divenuta un prodotto inflazionato ed in secondo luogo delle ristrettezze economiche delle compagnie (che dispongono sempre di un ricco archivio di fotografie gratuite).

Continua a leggere...
Taggato con:  

LucaDiBartolo: Magia del dietro le quinte

Postato il 2 ottobre 2012, in Storia della danza

Il risuonare le note inconfondibili del Romeo e Giulietta di Prokofiev, di fronte a me il fondale scuro del palco sotto la torre scenica, emozioni impagabili del dietro le quinte; in condizioni simili le lacrime arrivano agli occhi e senti che tutto ha un senso, ha un senso essere lì per sentire vibrare l’emozione dentro il tuo stomaco. La musica si scava un passaggio simile ad una radice nel terreno, un po’ come essere colpiti da un acquazzone estivo.
Cosa accade di così particolare in questo luogo, nel dietro le quinte!
Mi interrogo sul perché si provino certe emozioni: pietanza gustata attraverso la vista, condimento che proviene dall’udire…o forse il contrario.

Il dietro le quinte risulta essere un luogo particolare, quasi esotico: al piacere della perfezione estetica della visione composta della platea si sostituisce il piacere dell’emozione vissuta a contatto col palco e i ballerini.
Li osservi e puoi scivolare con lo sguardo su di loro, leggi le espressioni, la tensione. Il loro sguardo è a momenti perso nel vuoto, più spesso concentrato sui loro compagni sul palco, per te è come trovarti dietro al banco di pasticceria piuttosto che di fronte.

Continua a leggere...
Taggato con:  
Taggato con: