Nel contesto del Musical più che del Balletto, Hedwig and the Angry Inch (conosciuto in Italia come 'La diva con qualcosa in più') è uno di quei film che, a mio avviso, acquistano un senso solo quando, tra le lacrime, si intravvedono i titoli di scena.

Molti gli stati d'animo che si possono alternare durante la visione di questa opera rock nata da un musical cabaret nel lontano anno 2001: perplessità, incertezza, curiosità, fastidio e, perché no, noia… persino noia!

Eppure, giunti al dunque, sull'ultima nota, l'ultimo fotogramma, l'ultima dissolvenza, tutto acquista un senso: Hedwig è un modo di vivere e interrogarsi, di camminare per la strada, di cercare l'amore e perderlo, di non essere ciò che si dovrebbe essere o di non sapere affatto cosa si è.

La trama, ideata da John Cameron Mitchell e completata dalle musiche e testi di Stephen Trask per un musical on Brodway dalla genesi incredibile (che prima o poi vi racconteremo…), è un miscuglio di filosofia e storia della musica, più simile a un cassetto disordinato che a un concerto.

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