Concorso Letterario IoDanzo – Seconda Edizione
Testo in gara

Nella storia del Teatro e della Letteratura italiana moltissimi sono stati gli autori che, nel corso dei secoli, hanno utilizzato nelle proprie opere il tema della Danza, prendendolo spesso in considerazione anche come puro riferimento: da Vico a Metastasio, da Gozzi a Parini, da Alfieri a Da Ponte, da Foscolo a Leopardi, da Pellico al Manzoni. Più di tutti, però, Carlo Goldoni, il grande commediografo del Settecento europeo, ha saputo inserire nella sua drammaturgia l’arte coreutica.

Autore di origine veneziana, Goldoni compone una moltitudine di testi a cui s’ispirano successivamente numerosissimi coreografi del Novecento con l’intento di trarne una drammaturgia per i loro balletti. Il suo merito particolare sta appunto nell’aver introdotto prepotentemente il ballo nella vita dei suoi personaggi, parlando per primo della danza come di una vera e propria disciplina dotata di proprie regole ed istituzioni.

All’interno della sua opera “L’uomo di mondo”, ad esempio, il giovane Momolo, mercante veneziano che si crede appunto un uomo di mondo, vuole convincere la lavandaia Smeraldina a prendere lezioni di danza, e, in seguito, sempre all’interno della stessa scena, viene presentata un’esilarante descrizione di un momento di ballo a teatro, interessante anche per la possibilità di comprendere la funzione della danza nel Settecento e la risposta del suo pubblico.

Nel 1745 Goldoni compone il “Servitore di due padroni” sottoforma di canovaccio, per la compagnia dei Comici dell’Arte diretta da Antonio Sacchi, che due secoli più tardi viene anche trasformata in balletto, ad opera di due celebri coreografi, affascinati dalle mille vicende della maschera che, presa da un’incredibile fame, finisce per servire allo stesso tempo due padroni credendo di raddoppiare il suo guadagno…[leggi tutto]

Continua a leggere...
Taggato con:  

Torna il Concorso Letterario “IoDanzo”!! Ecco il regolamente della seconda edizione.

Si accettano, senza particolari restrizioni, racconti di narrativa, saggi, pagine di diario inerenti al mondo della danza, della musica e dello spettacolo in generale. La redazione si riserva di accettare scritti anche ‘non a tema’ se ritenuti meritevoli di promuovere le arti e lo spirito artistico.
Il materiale dovrà essere inedito (nel senso di non pubblicato da case editrici), ma saranno accettati, a discrezione della redazione, scritti già pubblicati su blog personali o altri portali. In questo caso si invita ad allegare l’indirizzo in questione.
Non saranno accettati racconti vincitori di altri premi.

Indicazioni sul testo:
La lunghezza minima sarà di 1 cartella (1800 battute), quella massima di 5/6 cartelle, per un totale di circa 10.000 battute (approssimativamente cinque pagine a carattere 12).

Criteri di invio e partecipazione:
Il testo dovrà pervenire in formato word o pdf mediante posta elettronica all’indirizzo redazione@ioblog.iodanzo.com entro e non oltre il 01/05/2014 insieme a nome, indirizzo di posta elettronica, personal site o, nel caso di già avvenuta pubblicazione web, l’indirizzo in questione. L’invio del testo implica l’accettazione di suddetto regolamento. Sarà possibile, nel corso della rassegna, chiedere il ritiro della propria opera previa email alla redazione (redazione@ioblog.iodanzo.com) motivando la propria decisione.

La redazione si riserva di escludere opere ritenute offensive o diffamatorie. Non saranno prese in considerazione storie con tematiche adatte a siti per soli adulti o di contenuto illegale (pedopornografia), razzista, di incitazione alla violenza, di dubbia sensibilità etica/religiosa. Non saranno accettate dediche o petizioni. Sono vietati plagi di opere protette da copyright.
Giuria e Votazione:
I testi saranno inseriti settimana per settimana sul blog di IoDanzo (http://www.ioblog.iodanzo.com) a partire da venerdì 2 gennaio 2015. Non sarà possibile commentare i testi nel corso della rassegna (per non favorire un racconto piuttosto che un altro in base alla data di consenga) ma, allo scadere dei termini, sarà possibile votare i testi per le preselezioni, riducendo il numero delle opere in concorso. La comunicazione degli esiti avverrà mediante pubblicazione sul blog in data da definirsi.

Spetterà ad una giuria, infine, definire i 3 vincitori assoluti tra i testi preselezionati e definire la selezione dei testi per la pubblicazione di una antologia dedicata al concorso. In questo caso, si terrà conto delle votazioni avvenute.

I partecipanti al premio accettano il trattamento dei propri dati personali ai sensi del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e successive modifiche.

Continua a leggere...

È finalmente in vendita nei maggiori store online l’ Antologia che prende forma dal Primo Concorso Letterario IoDanzo 2014, desiderato fortemente dalla redazione del portale web iodanzo. Raccoglie una selezione, avvenuta secondo regolamento interno, dei tantissimi brani che ci sono pervenuti nei 4 mesi del concorso.


La redazione, guidata dalla dott.ssa Giulia Toselli con la collaborazione di Elisabetta Tosco, co-ideatrice del progetto, e Chiara Arrigoni, che si è occupata della grafica online, si è riservata la possibilità di accettare scritti anche ‘non a tema’ se ritenuti meritevoli di promuovere le arti e lo spirito artistico.

Un grande ringraziamento a Luca Di Bartolo fotografo per la danza e Mikelart – Gioielli che danzano.
Grazie ancora a tutti quelli che ci hanno sostenuto e ai tantissimi che hanno partecipato.

Questi gli store dove potete trovarla già da ora:
- 9am.it
- bookrepublic.it
- biblet.it
- CASADELLIBRO
- deastore.com
- ebookizzati.com
- feedbooks.com
- Google Play Store
- Amazon Kindle Store
- kobobooks.com
- lafeltrinelli
- libramente.it
- libreriabook.com
- libreriaebook.it
- libreriauniversitaria.it
- libreriarizzoli.corriere.it
- ultimabooks.it
- mystore.biblon.it
- ebook.unita.it
- webster.it

Continua a leggere...

Ecco a voi tutti i premiati di questa prima edizione del nostro concorso letterario, con tutte le specifiche!!
I primi tre classificati verranno contattati da noi entro breve per l’invio dei premi!
Tutti i nominati nella votazione faranno parte della primissima Antologia dedicata al Concorso e riceveranno anch’essi le specifiche via mail.

Vi ringraziamo intanto tutti!! Siete stati TUTTI bravissimi!!

Ricordiamo a tutti che, come da regolamento, i vincitori sono stati scelti principalmente in base alle votazioni della giuria composta dai responsabili dei portali web iodanzo.com, ilmiocanto.com e arte-spettacolo.com, e tenendo conto delle votazioni avvenute.

Premio GIURIA:
1° CLASSIFICATO: “Scegliere la danza, scegliere la vita” di Mary Mazzocchi
Oltre alla pubblicazione del testo sull’antologia vince un gioiello creato appositamente per il Concorso dallo sponsor MIKELART – GIOIELLI CHE DANZANO

2° CLASSIFICATO: “Sogno di un melograno” di Francesca Colosi
Oltre alla pubblicazione del testo sull’antologia vince una creazione fotografica (in cornice) creata appositamente per il Concorso dal nostro sponsor Luca Di Bartolo, grandissimo fotografo di danza internazionale.

3° CLASSIFICATO: “Combatti in punta di piedi” di Giuseppina Arpaia
Il testo si aggiudica il premio anche in base al punteggio massimo raggiunto dalle votazioni del blog.
Oltre alla pubblicazione del testo sull’antologia vince un borsone e una t-shirt targati IoDanzo.

Ecco ora gli altri 12 testi + 1 che si aggiudicano un posto nella nostra prima Antologia:
- “Danza nel cuore” di Cinzia Neri Ravaglia
- “Riflessioni sulla danza” – di Marzia Latorre
- “Danzare per gli altri: Luc Bouy e la sua compagnia” di Paola Cervice
- “Il Silenzio” di Guendalina Pulcinelli
- “La danza” di Francesca Lissa
- “La cosa màs linda” di Cecilia Bruschi
- “Il silenzio della musica” di Alexandra Parisi
- “La Padrona” di Irene Sualdin
- “Parte di me” di Martina De Saverio
- “Magica Creatura” di Leonardo Papagno
- “La danza dei piccoli numeri” di Daniele De Angelis
- “Per gli altri sei solo un corpo, per me sei un’anima” di Marianna Cenerelli

Speciale Premio Giuria per la categoria Saggistica:
- “Musica e Danza: un salto nel passato a piedi nudi” di Margherita Longobardi

Continua a leggere...

VOTA E FAI VOTARE DAI TUOI AMICI I TUOI RACCONTI PREFERITI!!
AVETE TEMPO FINO AL 23 MARZO!!

Le vostre votazioni si mischieranno a quelle di una giuria composta dai responsabili dei siti web www.iodanzo.com, www.ilmiocanto.com e www.arte-spettacolo.com e definiranno la selezione dei testi per la pubblicazione di una antologia dedicata al concorso!!

I 3 vincitori assoluti (scelti principalmente dalla giuria) saranno premiati, oltre che attraverso la sicura pubblicazione del loro testo sull’ antologia dedicata, con alcune opere artistiche create appositamente per il concorso dagli sponsor ufficiali: Mikelart – Gioielli che danzano, Luca di Bartolo – fotografo internazionale di danza – e IoDanzo.com.

Potete votare cliccando sul titolo dei racconti che troverete qui sotto elencati e selezionando, in fondo al testo, il numero delle stelline adeguate al tuo personale giudizio!!
È possibile votare più testi!!

Ecco i testi in ordine di pubblicazione:

- “La scorsa notte un dj mi ha sconvolto la vita” di Enrico Arlandini

- “Sogno di un melograno” di Francesca Colosi

- “Rock and Roll” di Paolo Coluzzi

- “Il sogno indelebile” di Maria Basilicata

- “I guerrieri della notte: Le musiche” di Emiliano Racca

- “Ballare, ballare ed ancora ballare…” di Mariangela Bifano

- “Danzare per gli altri: Luc Bouy e la sua compagnia” di Paola Cervice

- “Per gli altri sei solo un corpo, per me sei un’anima” di Marianna Cenerelli

- “Anime Cattive” di Orlando Rossetti

- “Una stanza vuota” di Chiara Famooss Paolini

- “Parte di me” di Martina De Saverio

- “Io danzo” di Kseniya Papchenko

- “La cosa màs linda” di Cecilia Bruschi

- “La danza” di Francesca Lissa

- “Combatti in punta di piedi” di Giuseppina Arpaia

- “Il silenzio della musica” di Alexandra Parisi

- “Lella” di Daniela Leone

- “Musica e Danza: un salto nel passato a piedi nudi” di Margherita Longobardi

- “La danza dei piccoli numeri” di Daniele De Angelis

- “Danzerò per te” di Flavia Villa

- “Riflessioni sulla danza” – di Marzia Latorre

- “Scegliere la danza, scegliere la vita” di Mary Mazzocchi

- “Spettacolo teatrale della vecchia era” di Ileana Gremoli

- “Danza nel cuore” di Cinzia Neri Ravaglia

- “Danza nel Buio. Passi di danza al ritmo di vita” di Alessia Rizzo

- “A cosa pensi” di Vittorio Ponti

- “Il sorriso della luna” di Giada Matozzo

- “Il Silenzio” di Guendalina Pulcinelli

- “La mia compagna Danza” di Stefania Lissa

- “Danza la vita” di Gabriella Moret

- “Magica Creatura” di Leonardo Papagno

- “L’ombra di una ballerina” di Maria Cristina Strati

- “Be Cloud” di Vanessa Uliana

- “I colori danzanti” di Giorgio Damiano

- “La Padrona” di Irene Sualdin

Continua a leggere...

Concorso Letterario IoDanzo – Prima Edizione
Testo in gara

“In questo momento a lei non importa minimamente di te.”
Jonathan si mosse rigidamente sul sedile foderato di velluto rosso. Gli occhi non si scollarono nemmeno per un secondo dalla figura esile che si muoveva sul palco; però la fronte si corrugò, turbata e infastidita dalle parole dell’amico.
“Guardala…” Ricominciò a sussurrare quest’ultimo, accostandosi obliquamente all’orecchio del ragazzo: “Non percepisce il minimo collegamento con la realtà, con la vita presente, passata e futura. Con ogni probabilità non sa neppure chi è…o per lo meno non le interessa. Il suo nome, la sua famiglia, i suoi amici… i ricordi, i desideri, le paure… Tutto non ha la minima importanza per lei. E tu sei fra queste cose. Sei un elemento esterno, un elemento estraneo entrato in una vita che a lei, ora, non importa minimamente di ricordare.”
Questa volta il più giovane dei due voltò il capo irritato verso il compagno: “Dove vuoi arrivare?” Ringhiò sommessamente.
Gli occhi castani del suo interlocutore lo raggiunsero con una tranquillità ed una saccenza quasi fastidiose. “Voglio farti capire come trattare una donna del genere. O, meglio, cosa aspettarti o non aspettarti da lei. Non sai quanti uomini hanno mandato al macero le proprie vite nella speranza di ottenere da un’artista un rapporto quanto meno… normale. Illusione, mala interpretazione, aspettativa… Tutti errori in cui non devi cadere.”
Jonathan si mosse più nervosamente sul sedile. Gli occhi inquieti spaziavano dalla ballerina che volteggiava sul palco al viso in penombra del suo amico. “Non capisco ancora che cosa vuoi dire.”
Romuald accennò un sorriso affabile. “Voglio dire…che devi essere consapevole di condividere la tua donna con qualcun altro. Qualcuno molto più forte ed influente di te.”
A quel punto l’irritazione di Jonathan sfavillò nel buio, investendo con silenziosa irruenza l’amico: un’altra insistente e muta domanda.
L’altro inspirò, prima di accingersi a fornire la sua personalissima spiegazione. Le sue pupille accennarono a Selina, intenta a danzare sul palco: i muscoli tesi, lo sguardo nel vuoto, il collo imperlato di sottili decori di sudore. “Osserva i suoi occhi…” sussurrò rapito, come incantato nello studiare la creatura che aveva davanti. “Non sta contemplando la realtà. In questo momento lei ha donato il proprio corpo e la propria anima all’Arte. Glieli ha consegnati senza riserve, strappandoli al mondo a cui prima appartenevano. Ogni più piccolo gesto è un dono di grandezza spropositata, di cui mai nessun essere umano potrà essere degno. Ed Ella se lo prende senza concessioni; lo pretende, lo beve come fosse il sangue delle proprie vittime designate. E guarda lì: decine di corpi sacrificati ad Essa, corpi che sentono pulsare in sé una vita diversa da tutti gli altri uomini. Una vita che sa essere appagante ed esaltante oltre misura, ma per la quale han dovuto rinunciare ad una buona fetta della libertà e della tranquillità comuni al resto del mondo. Quella donna, ora, si sta concedendo al più grande dei tiranni e il suo cuore non permette a nient’altro di entrare in esso.”

Continua a leggere...

Concorso Letterario IoDanzo – Prima Edizione
Testo in gara

È la mia anima che parla, è lei che scrive su questa pagina bianca, è lei che la unge,è lei che vuole rendere questo foglio testimone di sensazioni, paure, rabbia, gioia,è lei la sentinella che da sempre guida il mio cammino.
Ricordo quando ci siamo incontrate per la prima volta,avevo 2 anni, iniziavo a muovere i primi passi, e da allora lei fu sempre al mio fianco, pronta a farmi VIVERE.
Il nostro rapporto era intenso e vivo ed un giorno girovagando qua e là, un dolce suono si impossessò di noi, era la musica. Affascinate dai suoni ,limpidi e soavi, decidemmo di portarla con noi. Quel giorno fu un giorno special , per la prima volta ANIMA,CORPO, e MUSICA si incontrarono e cosi con la forza dell’anima il dolce movimento del corpo e la compagnia della musica, nacque la DANZA.
Decisero allora di voler comunicare ogni loro sensazione ogni emozione, decisero di esprimersi danzando, danzava l’anima cosi forte e determinata danzava la musica con ogni suo nota, danzava il corpo che con i suoi movimenti fluidi riuscí a spiccare il volo e a colorare il mio mondo. Iniziò cosi la mia vita, il mio viaggio, si, proprio cosi, in punta di piedi.
Ogni passo , ogni movimento si tingeva di un colore. Il mio corpo inziò ad indossarli uno ad uno, la musica li ricoprí con le sue sfumature e l’anima iniziò a danzare. Giallo , blu , arancione scorrevano nelle mie vene, danzavano voluttuosi e legiadri. Poi non appena le dita si tinsero di rosso un‘esplosione di emozioni invase il palcoscenico .Il rosso del sangue che scorre nelle vene , il rosso del dolore ,il rosse della vittoria e della sconfitta, il rosso del fuoco vivo, il rosso che mi fa sentire viva. E fu cosi che il palcoscenico si trasformò in un dipinto,un dipinto danzante.
Io ero anima musica e corpo, ogni movimento, ogni nota , ogni percezione aveva una sfumatura diversa,dal verde al violetto dal blu al rosso. Però ad un tratto una macchia di grigio si infranse contro la mia tavolozza, smisi di danzare ,smisi di volare, smisi di credere in me. Il mio corpo iniziò ad aver paura,i miei sogni avevano paura, avevo paura di ballare,paura di amare la danza.
Il mio dipinto pian piano diventava scuro, tetro, il grigio ne faceva da protagonista. Il grigio dell’insicurezza , della monotonia, del timore del dubbio. I battiti del mio cuore rallentavano attimo dopo attimo, il nero entrava nel mio dipinto in punta di piedi, la mia anima ormai era priva di emozioni il,mio cuore si muoveva a stenti, e la musica si percepiva a fatica.

Continua a leggere...

Concorso Letterario IoDanzo – Prima Edizione
Testo in gara

L’uomo può essere paragonato a una nuvola che ama muoversi lentamente da un luogo all’altro cullata dal vento incessante. Il suo eterno movimento crea vita a momenti, istanti e presenti collocati al di fuori del tempo convenzionale che somigliano a visioni oniriche senza meta. Così come la nuvola che al principio occupa uno spazio aereo, per abbandonarlo poco dopo, mostrandoci al contempo la sua inafferrabilità e la sua continua dinamicità e producendo l’eterna dicotomia tra reale e irreale così, l’uomo è da sempre combattuto tra razionalità e irrazionalità, realtà e irrealtà.
“L’uomo libero è come una nuvola bianca. Una nuvola bianca è un mistero; si lascia trasportare dal vento, non resiste, non lotta, e si libera al di sopra di ogni cosa. Tutte le dimensioni e tutte le direzioni le appartengono. Le nuvole bianche non hanno una provenienza precisa e non hanno una meta; il loro semplice essere in questo momento è perfezione”.
Soltanto liberandoci dalle forme convenzionali imposteci dalla società, dalla comune morale e abbondonandoci al caso, l’uomo può distaccarsi dalla sistematicità su cui è basata la “vita moderna”. Partendo da tale metafora voglio raccontare il percorso di vita dell’artista emergente Valeria Tedeschi che ha deciso di omaggiare l’arte circense e la ricerca introspettiva vivendo senza meta o fissa dimora, come al di fuori del tempo, conservando soltanto la visione interna delle cose: come fosse una nuvola. Sintesi personale dell’esperienza e della fantasia scaturita da questo mondo suggestivo che vende sogni e si adatta a ogni forma e colore della vita, Valeria in arte Wendy ha riscoperto molteplici personalità represse, assopite e dimenticate sviluppando in tal modo, l’idea del continuo movimento. Viaggio mentale e visivo in rapporto costante con la realtà. Ripercorrendo a ritroso le tappe salienti della nostra storia, l’individuo è riuscito soltanto grazie all’identità e alla libertà personale a creare forme non ripetibili “uniche” capaci di seguire la risonanza degli eventi: identificandosi con se stessi e con i propri bisogni si concretizza il continuo movimento.
La teoria del continuo movimento fu sviluppata dal filosofo greco Eraclito che con le famose parole “Panta rhei os potamòs” ovvero “tutto scorre come un fiume” voleva spiegarne l’incessante flusso del tempo. Ogni nostro gesto, pensiero, istante non potrà mai essere uguale a un’altro perché tutto cambia inesorabilmente sotto i nostri occhi increduli. Per quanto infinito sia quello che chiamiamo memoria, essa non è mai capace di trattenere, fermare per un attimo il nostro pensiero. Gli scrittori dedicano la vita alle parole e ai pensieri che l’anima gli sussurra; la scrittura gli permette di tratteggiare il presente di ricordi perduti.

Continua a leggere...

Concorso Letterario IoDanzo – Prima Edizione
Testo in gara

C’era una volta una ballerina che amava ballare più di ogni altra cosa al mondo. Non sapeva neanche bene perché, ma quando ballava le sembrava che la vita fosse più bella e che tutte le cose sbagliate andassero al loro posto, come per magia.
Questa ballerina però aveva un problema. Era molto timida, ma così tanto, che non riusciva mai a passare un provino. Tutte le volte che doveva ballare davanti a qualcuno per farsi scegliere per uno spettacolo o qualcosa del genere si preparava tantissimo e cercava di essere perfetta. Si sforzava di fare del suo meglio, sottoponendosi a una disciplina rigidissima, ma puntualmente non veniva scelta. Un’altra persona veniva preferita a lei, e lei scivolava giù, in basso, in qualsiasi graduatoria.
Così ogni giorno questa ballerina cercava di lavorare ancora di più, perfezionando la sua tecnica e il suo lavoro, diventando perfetta in tutto. Trascurava la sua vita e le sue amicizie solo per provare e provare e poi ancora provare, e anche perché si vergognava un po’ di non vincere mai un provino. Così, non trascorreva una sola giornata in cui non facesse i suoi esercizi, ma poi, alla prossima occasione, puntualmente veniva scelto qualcun altro.
La ballerina era sempre più triste e reagiva a queste sconfitte cercando di lavorare sempre più duro. Passava le sue giornate davanti allo specchio del salone dove si esercitava, studiando ogni minimo passo, cercando di escludere anche il più piccolo tentennamento o errore. Era felice di sé, si guardava volteggiare compiaciuta e sapeva che quasi nessuno al mondo poteva muoversi e compiere i suoi passi con la stessa grazia e perfezione. Nonostante questo, però, la sua fortuna non migliorava e lei falliva ogni concorso o prova.
Ormai era tanto tempo che le cose andavano avanti così e lei era sempre più timida e sola. Era così provata da tanto sforzo che nemmeno più ballare le dava soddisfazione. L’unica via, le dissero, sarebbe stato trovare un’adeguata raccomandazione. E lei, a dire la verità, non è che non ci pensò, anzi, stava proprio per cadere nella trappola della disonestà.

Continua a leggere...

Concorso Letterario IoDanzo – Prima Edizione
Testo in gara

Non ricordo bene cosa mi avesse spinto ad uscire quella sera di dieci anni fa, ma rammento che ero irrequieto, le pareti della mia casa non mi erano mai sembrate così strette. Fu così che decisi di uscire per fare un giro.

Le strade della movida erano piene nonostante il tempo fosse inclemente: l’alcool scorreva a fiumi quella strana notte.

La pioggia s’intensificò ed insieme il freddo pungente, tanto da spingermi a trovare un rifugio.

Mi ritrovai a scendere le scale di uno strano locale: luci soffuse, il fumo che avvolgeva i tavoli e un basso brusio, mi accolsero con solenne indifferenza.

Volevo solo bere qualcosa, scaldarmi un po’ per poi ripartire, ma qualcosa non andò come previsto.

Mi accostai al bancone del bar, appoggiai il cappello e col medesimo gesto feci un cenno al barista annoiato tutto intento a far finta di asciugare un bicchiere. Non si accorse di me, forse  non fece in tempo a cogliere il mio richiamo quando le luci già deboli della sala si abbassarono fino a spengersi.

Delle tristi note di violini e fiati riempirono la sala fagocitando il brusio precedente.

Continua a leggere...