Majja Michajlovna Pliseckaja viene spesso citata come la più grande ballerina dei tempi moderni. Nasce da un'illustre famiglia ebraica di artisti e studiò a Spitzbergen, la più grande delle Isole Svalbard in Norvegia, dove suo padre lavorava come ingegnere.
Nel 1938, durante le terribili purghe staliniane, il padre della ballerina fu giustiziato mentre la madre Ra Messerer, un'attrice del cinema muto, fu deportata nel Kazakistan. Da quel momento, Majja fu adottata dalla zia materna, la ballerina Sulamith Messerer; in seguito gli zii materni di Majja, Sulamith e Asaf, grazie al prestigio derivante dai loro meriti artistici come danzatori presso il teatro Bolshoi, riuscirono poi ad ottenere la liberazione di Ra Messerer. Majja studiò sotto la guida della grande ballerina della scuola imperiale di balletto Elizaveta Gerdt. Danzò per la prima volta al Teatro Bolshoi a soli undici anni ne La Bella Addormentata. Nel 1943, si diplomò alla scuola coreografica e si unì al Bolshoi, con il quale danzò fino al 1990.

Fin dall'inizio, Majja è sempre stata un tipo di ballerina molto particolare: a differenza di altre ballerine, appena diplomata, non entrò a far parte del corpo di ballo ma fu nominata subito ballerina solista. I suoi capelli rossi e l'aspetto singolare la resero una persona molto affascinante in scena e fuori; le lunghe braccia avevano una fluidità che ancora oggi non ha trovato rivali. L'interpretazione de La morte del cigno, su musica di Camille Saint-Saëns, diventò il suo biglietto da visita; famosi erano anche i suoi salti, la schiena flessibile, la forza tecnica della sua danza e il suo carisma. Nonostante il consenso unanime, Majja non venne trattata molto bene dalla direzione del Bolshoi: era ebrea in un clima antisemitico e non le fu permesso di andare in tournée nel 1956; infatti fu solo nel 1959 che il mondo poté assistere alle esibizioni di Majja Pliseckaja, e questo cambiò il mondo del balletto per sempre.
Majja alzò lo standard delle ballerine ovunque ballò, sia in termini di brillantezza tecnica che in termini di presenza drammatica; le parti più acclamate da lei interpretate furono: Odette-Odile ne Il lago dei cigni (1947) e Aurora ne La bella addormentata (1961). Nel 1958 fu insignita del titolo di “Artista del popolo dell'URSS” e sposò il giovane compositore Rodion Ščedrin, con il quale condivise ulteriore fama e che compose per lei le musiche di alcuni balletti tra cui: The humpbacked horse (“Il cavallino gobbo”), Il gabbiano (tratto dall'omonimo racconto di Anton Čechov), Anna Karenina (coreografia di M. Pliseckaja).

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Nel corso degli anni, l’Europa orientale ci ha regalato e continua a regalarci grandissimi professionisti per quanto riguarda la danza. Infatti, se per curiosità si cercano notizie sui ballerini dell’Est, ci si imbatterà in un elenco molto lungo e ricco.
Uno dei nomi più significativi è sicuramente quello di Vaclav Fomič Nižinskij, ballerino e coreografo ucraino di origine polacca, considerato uno più dotati della storia. Divenne celebre per il suo virtuosismo e per la profondità e intensità delle sue caratterizzazioni, infatti, fu uno dei pochi uomini capaci di danzare sulle punte e la sua danza, apparentemente in grado di negare la legge di gravità, è diventata parte della sua leggenda.

Nasce a Kiev da una famiglia di ballerini polacchi emigrata in Russia ma considerò sempre la Polonia come la sua madrepatria, nonostante conoscesse poco la lingua. Si iscrisse alla Scuola di Ballo Imperiale di San Pietroburgo nel 1900, dove studiò con Enrico Cecchetti, Nicholas Legat e Paul Gerdt. A 18 anni si esibì sul palco del teatro Mariinskij in ruoli da protagonista.

Il punto di svolta nella vita di Nižinskij è il suo incontro con Sergej Diaghilev, membro dell'élite di San Pietroburgo e ricco mecenate, che promuove le arti visive e musicali russe all'estero, in particolare a Parigi. Nižinskij e Diaghilev divennero amanti e Diaghilev prese in mano la direzione della carriera artistica di Nižinskij; nel 1909 organizzò la tournée parigina di una compagnia di ballo di cui Nižinskij e Anna Pavlova furono le étoiles. Lo spettacolo riscosse un grande successo e accrebbe la reputazione dei tre nei circoli artistici europei. Sulla scia del successo Diaghilev creò la compagnia Les Ballets Russes che il coreografo Michel Fokine rese una delle compagnie di ballo più famose dell'epoca. Dal 1909 al 1913 la relazione personale e quella professionale fra i due procedettero sempre di pari passo (sia pure attraverso momenti tempestosi, oggetto di pettegolezzi non sempre benevoli nella “buona società” letteraria e artistica). Tuttavia, la decisione di Nijinsky di sposarsi pose fine alla collaborazione artistica tra i due, così come alla loro relazione sentimentale.

Il talento di Nižinksij fu evidenziato in diversi allestimenti di Fokine, tra cui “Le Pavillon d'Armide” (musiche di Nikolaj Čerepnin), “Cleopatra” (musiche di Anton Arenskij ed altri compositori russi) e il divertissement “La festa”. La sua esecuzione di un pas de deux da “La bella addormentata” di Pëtr Il'ič Čajkovskij fu un grandissimo successo. Nel 1910 si esibì in “Giselle” e nei balletti “Il carnevale” e Sheherazade, basati su una suite orchestrale di Nikolaj Rimskij-Korsakov.
Rientrato al teatro Mariinskij, ne fu espulso presto a causa di uno scandalo omosessuale. Divenne allora membro fisso della compagnia di Diaghilev, le cui realizzazioni furono da quel momento centrate sul suo ruolo e le sue capacità. Fu così protagonista dei nuovi allestimenti di Fokine, “Lo spettro della rosa” di Carl Maria von Weber e Petruška di Igor Stravinskij. Col supporto e l'incoraggiamento di Diaghilev iniziò a lavorare anche come coreografo.

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Le Biografie: Roberto Bolle

Postato il 3 dicembre 2012, in Senza categoria

Penso che sia d’obbligo inaugurare la nostra splendida avventura con questo blog sulla danza, partendo da un vero e proprio orgoglio nostrano, un ballerino di grande talento, amato ed apprezzato anche a livello mondiale: Roberto Bolle.

Bolle nasce a Casale Monferrato il 26 marzo del 1975. Dimostra fin da subito un grande talento e un amore profondo per la danza; infatti giovanissimo entra alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano. Il primo a notare le indubbie doti di Bolle è stato un altro grandissimo della danza a livello mondiale, il ballerino Rudolf Nureyev, che lo sceglie per interpretare il ruolo di Tadzio nel balletto Morte a Venezia. Appena due anni dopo la sua entrata nel balletto scaligero, nel 1996 alla fine di un suo Romeo e Giulietta viene nominato Primo Ballerino dalla direttrice di allora, Elisabetta Terabust.

È l’inizio di una carriera sfolgorante, ricca di successi e di soddisfazioni, che iscrivono di diritto Roberto Bolle nel gotha della danza ai massimi livelli. È protagonista di balletti classici e contemporanei come La bella addormentata, Cenerentola e Don Chisciotte (Nureyev), Il lago dei cigni (Nureyev-Dowell-Deane-Bourmeister), Schiaccianoci (Wright-Hynd-Deane-Bart), La Bayadère (Makarova), Etudes (Lander), Excelsior (Dell'Ara), Giselle (anche nella nuova versione di Sylvie Guillem), Spectre de la rose, La Sylphide, Manon, Romeo e Giulietta (MacMillan-Deane), Onegin (Cranko), Notre-Dame de Paris (Petit), La vedova allegra (Hynd), Ondine, Rendez-vous e Thaïs (Ashton), In the middle somewhat elevated (Forsythe), Tre preludi (Stevenson). Molti dei suoi ruoli neoclassici gli hanno permesso di ottenere una candidatura al Premio “Benoise de la danse”; sempre dal 1996 la sua carriera a livello internazionale si intensifica notevolmente.

Il ballerino può vantare collaborazioni veramente prestigiose come quella con il Royal Ballet, il Balletto Nazionale Canadese, il Balletto di Stoccarda, il Balletto Nazionale Finlandese, la Staatsoper di Berlino, il Teatro dell'Opera di Vienna, la Staatsoper di Dresda, Il Teatro dell'Opera di Monaco di Baviera, il Wiesbaden Festival, l'8° e il 9° Festival Internazionale di Balletto a Tokyo, il Tokyo Ballet, l'Opera di Roma, il San Carlo di Napoli, il Teatro Comunale di Firenze. Inoltre non bisogna dimenticare che il direttore dell'English National Ballet, Derek Deane, ha creato per lui due produzioni, ovvero Il lago dei cigni e Romeo e Giulietta, entrambe rappresentate alla Royal Albert Hall di Londra. Un’altra grande esibizione da ricordare è sicuramente quella per il decimo anniversario dell’Opera del Cairo, dove ha partecipato ad una spettacolare Aida alle piramidi di Giza e successivamente all'Arena di Verona, per una nuova versione dell'opera trasmessa in mondovisione.

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George Balanchine

Postato il 6 giugno 2012, in Ballerini, Coreografi, Storia della danza

Georgij Melitonovič Balančivadze, noto anche come George Balanchine (San Pietroburgo, 22 gennaio 1904 – New York, 23 aprile 1983), è stato un coreografo e danzatore georgiano, fra i più grandi del Ventesimo secolo, e uno dei fondatori della tecnica del balletto classico negli Stati Uniti.
Il suo lavoro è un trait d’union tra il balletto classico e quello moderno e la sua produzione è immensa; conta infatti più di 425 coreografie per il balletto, il musical, il cinema e persino il circo.
Il padre era un musicista di origini georgiane e uno dei fondatori della Georgian Opera, mentre il fratello di George diventò un famoso compositore. Nel 1913, all’età di nove anni, Balanchine si iscrisse alla Scuola Imperiale di Balletto, dove ebbe come maestri Pavel Gerdt e Samuil Andrianov (genero di Pavel). Con la vittoria dei bolscevichi nella Rivoluzione Russa del 1917, la scuola fu evacuata poiché considerata un simbolo del regime zarista; così per sopravvivere alle privazioni e alle leggi marziali di quel periodo, Balanchine suonava il piano come accompagnamento ai film muti nei cabaret e nei teatri. La scuola di Balletto riaprì seppur con grosse difficoltà finanziarie e Balanchine riprese gli studi e diventò l’allievo prediletto di Grigory Grigorevich.

Dopo essersi diplomato con il massimo dei voti, nel 1921, Balanchine si iscrisse al Conservatorio di San Pietroburgo per studiare pianoforte e composizione musicale riuscendo a far conciliare i doveri di ballerino del Teatro Accademico di Stato per l’Opera e il Balletto, noto come il Balletto Mariinsky, con lo studio della musica. Si diplomò al Conservatorio nel 1923 e fu membro dell’orchestra fino al 1924; nel frattempo, nel 1922, a soli diciotto anni, si sposò con Tamara Geva, una ballerina di quindici anni, incontrando la disapprovazione di Grigorievich. Mentre era ancora un adolescente, Balanchine coreografò il suo primo balletto, un pas de deux chiamato La Nuit; seguì Enigma, danzato a piedi nudi. Nel 1923, con alcuni compagni danzatori, formò una piccola compagnia, lo Young Ballet; tuttavia le coreografie del gruppo erano troppo sperimentali per le nuove autorità che intimarono al gruppo di lasciar perdere. Fu però permesso ai ballerini di andare in tournée in Europa occidentale nel 1924. Mentre danzavano a Londra, Inghilterra, Serge Diaghilev li vide e chiese al gruppo di unirsi ai suoi Ballets Russes, spingendoli a lasciare la Russia; fu Diaghilev a suggerire al giovane Balančivadze di francesizzare il suo nome in Balanchine per renderlo più facilmente pronunciabile per le platee europee. Diaghilev, con il suo solito intuito straordinario, promosse immediatamente Balanchine a maître de ballet della compagnia e gli permise di creare le sue coreografie.

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Isadora Duncan

Postato il 24 maggio 2012, in Ballerini, Storia della danza

Isadora Duncan, pseudonimo di Dora Angela Duncan (San Francisco, 28 maggio 1878 – Nizza, 14 settembre 1927), è stata una danzatrice statunitense, considerata una tra le più significative interpreti della cosiddetta “danza moderna”, dopo anni di rigide ed essenziali regole della danza classica. Nata in California da madre irlandese e padre scozzese, trascorse gli anni [...]

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Anna Pavlovna Pavlova

Postato il 2 maggio 2012, in Ballerini, Storia della danza

Anna Pavlovna Pavlova fu una delle ballerine più famose degli inizi del XX secolo. Nata da una povera famiglia di contadini, quando aveva otto anni venne portata dalla madre a teatro a vedere una rappresentazione de La bella addormentata e lì la Pavlova capì che voleva diventare una ballerina. Due anni più tardi, a 10 [...]

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