“A la barre!”

Postato il 25 luglio 2013, in Riflessioni

Credo che tutti almeno una volta nella vita abbiano provato la sensazione di essere esattamente dove volevano essere in quel preciso e unico istante, in cui la mente e il cuore si sono trovati in sintonia perfetta. Sì! Era l’unica esclamazione possibile, espressa o no in quell’assenso di positività cui il monosillabo rimanda. Okay! Dicono più facilmente gli anglofoni o meglio ancora: Perfect!
Se si fosse fortunati magari più momenti di questo genere potrebbero capitare. Oppure c’è anche il caso in cui uno stesso momento per noi perfetto si possa ripetere più volte, nelle identiche o analoghe circostanze.
Per me è stato così. Intendo il secondo caso … non potrei addentrarmi in un’auto-rivisitazione della vita per rispondermi circa il primo, per carità!!!
Qual è stato “il mio momento perfetto”?
Ho danzato per molti anni; e in pochi di questi sono riuscita a sfiorare la professionalità che, insieme alla passione, fanno di chi studia danza un dancer. Non ho potuto dire “Ce l’ho fatta!”, no purtroppo, ma sono stata così vicino a credere che quella fosse la strada giusta, fino a quando non ho svoltato l’angolo. Tuttavia credo che tante cose ritornino nel corso della propria vita. Si ripropongano, inaspettate o meno e in qualche modo “la danza” non mi ha mai lasciato davvero, benché pensassi di averlo fatto io.
Ed eccomi al punto: io ero veramente io quando mi posizionavo alla sbarra. Quello era il mio posto perfetto. Il posto giusto per me. Per vincere le mie insicurezze. Per avere il coraggio delle mie scelte. Per sentirmi bene. Per essere la “mia” ballerina.
Forse non sono mai stata un “animale” da palcoscenico. E’ strano tanto da apparire l’opposto di ciò che si pensa: un ballerino esprime davvero la propria natura quando sale sul palco. Non in palestra, forse. Non alle audizioni. E tanto meno alla sbarra… [leggi tutto]

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TIMELESS

Postato il 20 luglio 2013, in Balletto, Recensioni

(Dancers: Christian Di Maio, Stefano Muià, Carlo Pacienza, Giuseppe Ranieri, David Samà e Luisa Signorelli).

Poiché stavo leggendo Virginia Woolf nella sua argomentazione sulla donna e il romanzo, un volo di fantasia mi ha portata a pensare alla donna e al balletto contestualizzandolo nella storia. Secondo la Woolf era più facile affermarsi come pittrice, per esempio, che non come scrittrice, sia per una donna del suo tempo, sia, a maggior ragione, andando qualche secolo indietro. Interessante è la divagazione su Shakespeare, nella quale afferma come nessuna ipotetica e altrettanto geniale sorella del genio, avrebbe potuto all’epoca essere attrice e scrittrice di drammi come il consanguineo maschile. Ora per non divagare troppo … L’associazione di idee deve essermi nata dal fatto che “danza” rimanda spesso facilmente alla figura femminile, per quanto la danza appartenga al vissuto dai tempi dei tempi, sia al femminile sia al maschile. Ma salterei le danze primordiali.

Alle corti dei re e delle regine si danzava, uomini e donne, ma per diletto.

Il Re Sole (da cui il suo stesso soprannome per il ruolo interpretato a teatro) fu tra i primi a portare il ballo in palcoscenico. E il ballo-balletto divenne danza quando la tecnica classica, come si studia ancora oggi, assunse il valore assoluto di canone cui attenersi per farne appunto un’arte.

L’idea romantica della ballerina si impose chissà come allontanando la figura maschile e tendendo a rendere eterea quella femminile (in questo modo si riuscì a superare anche una certa idea di costume circa la poca serietà delle “ballerine professioniste”). Persino l’introduzione delle “punte” mirava a questo distacco della ballerina dalla terra (e dal terreno), e faceva però del suo partner più semplicemente il “porteur”: sollevare accompagnare sostenere la ballerina, ponendolo in secondo piano. Le “punte” stesse sono state negate (oggi non più!!!) al ballerino, senza nessuna motivazione anatomica. Forse unicamente estetica.

Un balletto chiave di lettura potrebbe essere “La Sylphide”… [leggi tutto]

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La stagione estiva, oltre ad una serie di spettacoli unici ed incredibili, regala anche grandi emozioni per la prossima stagione artistica, che promette veramente molto bene, in particolare nei domini di Sua Maestà.
Infatti, l’English National Ballet ha messo a segno un colpo veramente invidiabile: Alina Cojocaru, una delle più straordinarie ballerine dei giorni nostri, si unirà alla compagnia per la prossima stagione; il grande debutto di questa splendida danzatrice sarà la produzione Le Corsaire, ad ottobre, in cui la Cojocaru, nominata Lead Principal, interpreterà Medora. La ballerina farà parte anche di altri spettacoli che siamo certi che conquisteranno il pubblico inglese, come lo Schiaccianoci a dicembre al London Coliseum, Let’s We Forget, ispirato alla Guerra Mondiale, che debutterà al Barbican di Londra nell’aprile del 2014 e Romeo&Juliet alla Royal Albert Hall a giugno.
La stessa Cojocaru ha dichiarato di essere molto entusiasta di questa nuova avventura in quanto “molto attratta dal repertorio classico e dall’opportunità di lavorare con coreografi che ammiro molto. Ho sempre amjato esibirmi nel Regno Unito e sono felice che l’English National Ballet mi darà la possibilità di raggiungere un pubblico sempre più vasto. Non temo le sfide e guardo avanti a ciò che il futuro possa portarmi.” …[leggi tutto]

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Svetlana Zakharova ancora in Italia con “La notte della stella”

Postato il 19 giugno 2013, in Comunicazione, Spettacoli

La splendente Svetlana Zakharova, vera e propria icona della danza internazionale, continua a regalare grandi emozioni al pubblico italiano, che non si stanca mai di vedere all’opera questa stupenda étoile.
In occasione dei vent’anni del Festival Internazionale Civitanova Danza la ballerina russa si esibirà il 15 agosto al Teatro Rossini con un Gala dal titolo La notte della stella. Lo slogan dell’edizione 2013 sarà Da 20 a 2.0: l’evento verrà promosso dal Comune di Civitanova Marche, Teatri di Civitanova, AMAT in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, Camera di Commercio di Macerata, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Marche e Provincia di Macerata.
L’esibizione della ballerina russa sarà il momento più alto della manifestazione; c’è da ricordare che la Zakharova è da sempre un’ospite gradita, e aveva già deliziato il pubblico marchigiano con un’indimenticabile esibizione allo Sferisterio nel 2011.
L’étoile russa in questo periodo sta regalando moltissime emozioni al pubblico nostrano: infatti, sta portando in giro per la penisola il suo spettacolo, che è reduce da un’enorme successo presso il Teatro Regio di Parma l’11 e il 12 maggio 2013. Non bisogna inoltre dimenticare di sottolineare che dopo un’avvio di carriera senza precedenti nei maggiori teatri russi, dal 1999 la Zakharova è regolarmente étoile ospite presso le più prestigiose compagnie di balletto del mondo, tra cui Opéra di Parigi, New York City Ballet, Nuovo Teatro Nazionale di Tokyo, Bayerisches Staatsballett, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro San Carlo di Napoli, Hamburg Ballet, American Ballet Theatre, Teatro alla Scala.

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LA SYLPHIDE AL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Postato il 14 giugno 2013, in Comunicazione, Spettacoli

Sette rappresentazioni nella Capitale per questo balletto romantico fiabesco e misterioso

Si sono concluse Mercoledì 5 Maggio le rappresentazioni de La Sylphyde presso il Teatro dell’Opera di Roma. La volontà di riportare in scena il capostipite del balletto romantico, in questo momento cosí critico per la danza e l’arte in generale, deriva in qualche modo dal suo carattere che possiamo definire rivoluzionario. Infatti la nascita de La Sylphide si colloca in un momento assai delicato della storia del balletto classico, quando era ormai chiara la necessità di un cambiamento radicale nella poetica di questa Arte. I suoi soggetti erano legati perlopiù ad ambientazioni mitologiche e il genere aveva esaurito la sua spinta innovativa. Questo grande cambiamento, che potremmo oggi definire una vera e propria rivoluzione, avvenne il 12 marzo 1832 all’Opéra National de Paris proprio con La Sylphide, su libretto di Adolphe Nourrit e la musica di Jean Schneitzhöffer, con la coreografia di Filippo Taglioni e, come protagonista, sua figlia, la leggendaria Maria Taglioni.

La novità più importante fu che per la prima volta la ballerina si eleva grazie all’utilizzo delle punte, ad evocare la leggerezza del personaggio rappresentato, una eterea silfide appunto, utilizzando la tecnica non comune che fu propria una alla Taglioni. Altra novità da ricordare fu la comparsa del tutù lungo, costume che fino ai giorni nostri è rimasto pressochè identico… [leggi tutto]

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Palermo e la Giselle contestata

Postato il 11 giugno 2013, in Comunicazione, Spettacoli

Dal 20 al 23 giugno il Teatro Massimo di Palermo avrà l’onore di ospitare uno dei balletti più amati ed apprezzati del repertorio classico, ovvero la romantica e sognante Giselle. L’allestimento è a cura del Balletto Yacobson di San Pietroburgo, per la direzione di Adrian Fadeev, il corpo di ballo dell’ente palermitano andrà in scena insieme alla compagnia russa, per dar vita ad uno spettacolo unico.
Fin qui non ci sarebbe niente di strano, se non la mera cronaca di uno spettacolo che siamo certi lascerà a bocca aperta il pubblico presente; tuttavia questo è stato soprannominato “il balletto della discordia”, in quanto arriva a Palermo insieme ad una serie di polemiche legate a Luciano Cannito, ex direttore del corpo di ballo del capoluogo siciliano. Giselle sostituisce un altro spettacolo già in cartellone, ovvero Romeo e Giulietta, e il problema nasce dal fatto che questo cambiamento sarebbe avvenuto tenendo completamente all’oscuro Cannito quando era ancora alla guida del corpo di ballo del Teatro Massimo. Il seguito dell’episodio è stata la rimozione di Luciano Cannito dal ruolo di direttore; Cannito ha poi scritto una lettera al Sindaco di Palermo, in cui veniva chiesta la motivazione di una decisione così drastica. La replica del Primo Cittadino è stata abbastanza dura, affermando che in passato ci sono state diverse lamentele, legate ai presunti costi eccessivi nella gestione e alle troppe assenze del direttore, a causa dei suoi vari impegni in televisione.
Lasciando da parte queste vecchie problematiche, che sembrano ormai risolte, il Teatro Massimo è totalmente impegnato per rendere questo spettacolo un evento unico, grazie anche alla collaborazione di una compagnia russa di grande qualità e di fama internazionale. Oggi il Yacobson Ballet, diretto da Andria Fadeev, ex primo ballerino del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, cerca di rispettare e proteggere l’eredità del suo fondatore, il coreografo Leonid Yacobson, ma strizza anche un occhio alla modernità.
Un evento da non perdere per tutti gli amanti della danza classica.

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ELEONORA ABBAGNATO NOMINATA ÉTOILE ALL’OPERA DE PARIS

Postato il 9 aprile 2013, in Comunicazione, News

Il più alto riconoscimento del mondo della danza per la prima volta a una danzatrice italiana

Finalmente il riconoscimento tanto atteso è arrivato, la notte del 27 Marzo, come di consuetudine dopo lo spettacolo, sul palco di uno dei templi della danza mondiale. Finalmente Eleonora potrà fregiarsi del massimo titolo per una ballerina, dopo le polemiche che l’hanno vista sotto i riflettori nel mondo degli addetti ai lavori, dato che sia al Festival di Sanremo (a cui ha partecipato in veste di giurata) sia in alcuni articoli pubblicati sul Corriere.it era stata presentata come Étoile, quando ancora formalmente non aveva ricevuto la nomina.
Si acquietano così le proteste, dopo una replica della Carmen di Roland Petit, lo stesso che la scoprì quando aveva solo 12 anni, in cui la Abbagnato rivestiva il ruolo della bella sigaraia di Siviglia. La decisione è stata presa di comune accordo dal Direttore dell’Opera de Paris Nicolas Joel e dalla Direttrice del Corpo di ballo Brigitte Lefevre. Standing ovation e ben 15 minuti di applausi hanno accompagnato questa nomina in qualche modo storica, dato che Eleonora è la prima danzatrice italiana a divenire Étoile sul palco Palais Garnier. L’assegnazione del più elevato riconoscimento per la danza classica per la Abbagnato era già praticamente preannunciata: infatti ad applaudirla a Parigi sono accorsi non solo i genitori venuti da Palermo e il marito, il calciatore Federico Balzaretti, ma anche l’agente della ballerina, Daniele Cipriani.


“Sono emozionata, felice, commossa – afferma Eleonora. Una nomina che corona una vita di lavoro e passione. Ringrazio le mie insegnanti, in particolare Claude Bessy, che ho conosciuto a 13 anni, quando ho lasciato Palermo per frequentare la scuola del teatro dell’Opera di Parigi. Lei e Brigitte Lefevre hanno sempre creduto in me – continua la Abbagnato – nei miei talenti, nei miei difetti. Mi hanno dato fiducia. Non lascerei mai l’Opera di Parigi, il livello della compagnia è altissimo. Non ho mai mollato la presa in tutti questi anni, anche se all’inizio non ero una bambina superdotata per la danza, ero sicura che prima o poi sarei arrivata”.
Con queste parole la danzatrice palermitana, arrivata all’Ecole de danse dell’Opera di Paris a soli 13 anni come borsista, ha sottolineato tutta la sua emozione e la stima per il grande Teatro in cui ha trascorso tutta la sua carriera. Nonostante abbia mosso, grazie alla sua avvenenza, alcuni passi anche in altri ambiti dello spettacolo, come il cinema, la televisione e i video musicali, la Abbagnato non ha alcuna intenzione di abbandonare Parigi e l’Opera. Da questo momento si prevede, per la nuova Étoile, un proseguimento di carriera ancora più luminoso e splendente.

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Hofesh Shechter porta a Verona il suo Political Mother

Postato il 2 aprile 2013, in Comunicazione, Spettacoli

Il 5 e 6 aprile il Teatro Ristori di Verona avrà l’onore di ospitare uno degli spettacoli più innovativi del momento: la Hofesh Shechter Company porterà in scena il suo Political Mother, in esclusiva italiana per questa stagione. Questa rappresenta un’occasione incredibile per il panorama culturale veronese e italiano, che sicuramente attirerà un folto numero di appassionati ma anche di curiosi.
Hohesh Shechter, uno dei nomi di maggior rilievo della danza contemporanea, ha scelto di accompagnare le proprie coreografie con una band di musica metal dal vivo, che renderà la serata decisamente movimentata. Il primo lavoro a serata intera dell’artista che da circa una decina d’anni si è stabilito a Londra, dopo la formazione in Israele al fianco di Ohad Naharin nella Batsheva Dance Company, è stata visto in Italia soltanto a Roma nel 2010; ecco perché la trasferta veronese è un appuntamento unico e imperdibile per vedere dal vivo una coreografia che ha come protagonista l’immaginario politico e umano di Shechter. In questo spettacolo il gruppo mette in gioco la sua sopravvivenza in un universo angosciante ma molto emozionante. La potenza espressiva della danza e la forza della musica metal accompagnano lo spettatore in questo viaggio pieno di insidie e di emozioni forti.
Nel 2012 la Compagnia ha affrontato un lungo tour che è iniziato al Barbican di Londra, passando poi per il Festival di Berlino, fino a toccare New York, di nuovo l’Inghilterra, la Nuova Zelanda, la Francia, Taiwan, la Serbia, la Corea del Sud, Qatar, Stati Uniti e Canada. Nel 2013 le tappe principali saranno l’Austria, l’Irlanda del Nord, Barcellona, la Francia, il Brasile per tornare infine, dopo Verona, dove tutto è iniziato, nella magica Londra, per la precisione al Sadler’s Wells.
Il talento creativo di Shechter è esploso nel 2004, quando, appena ventinovenne, si è aggiudicato a Londra l’Audience Choice Award al Place Prize, per il suo lavoro Cult. Quello è stato il trampolino di lancio per una sfavillante carriera, ricca di riconoscimenti e altre nomination importanti: è stata fondata la Compagnia e sono arrivate le tournée in Inghilterra e all’estero.
Political Mother è stato commissionato dalla Biennale de la Danse de Lyon, dal Sadler’s Wells Theatre, dal Théâtre de la Ville di Parigi, dal RomaEuropaFestival, dal Festival Movimentos di Wolfsburg, dal Mercat de les Flors, e dal Brighton Festival. Perdere uno spettacolo così unico e innovativo, significa perdere l’occasione di vedere all’opera due arti come la danza e la musica, fuse insieme con lo scopo di regalare al pubblico quelle grandi emozioni, che lasciano una traccia indelebile nell’anima.

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“GALLEGGIO, ANNEGO, GALLEGGIO”

Postato il 29 marzo 2013, in Recensioni, Spettacolo

Roma, 28 Marzo 2013
Prima nazionale della nuova produzione della Compagnia Atacama in scena al Teatro Vascello di Roma.


La corsa affannosa e incessante di un individuo, incurante degli ostacoli della vita e degli sconosciuti che incrociano il suo cammino. Lui corre, corre, corre, cade e si rialza, corre e non si ferma mai. Un cerchio, un circolo, un tondo. La vanità dell’esistenza e l’egocentrismo di scansare gli altri. Le infinite e innumerevoli sfaccettature dell’animo umano, che può passare dalla gioia al dolore, dalla paura allo stupore, dal piacere alla vergogna in un frangente di secondo. Punti di vista. Divergenze concettuali. Un abito da sposa.
Queste sono solo alcune delle suggestioni percepibili, ma quella che la Compagnia Atacama porta sul palcoscenico Teatro Vascello il 27 Marzo, in replica per i due giorni successivi, è una ricerca coreografica densa di significato e di significati. In scena come prima nazionale, la nuova produzione della compagnia fondata nel 1997 da Patrizia Cavola e Ivan Truol era già stata presentata nel suo studio iniziale in conclusione della residenza creativa all’interno della rassegna “Corrispondenze” a Ladispoli (RM) e della rassegna “E-Novaction Mediascena Europa” a Roma il 2 e il 3 dicembre scorso, mentre l’Officina COREografica ha programmato un’altra anteprima presso il Daf Lanificio di Roma il 7 dicembre.
Fonte di ispirazione di questa creazione è il libro “Cabaret Mistico” di Alejandro Jodorowsky e la frase di Ludwig Wittgenstein “Il sapere e il riso si confondono” contenuta nel testo. Dalle inesauribili contraddizioni dell’essere umano contemporaneo, dal galleggiare tra sentimenti contrastanti, è scaturito un lavoro corale di improvvisazione corporea e intellettiva di scambio tra i danzatori e i coreografi. Un risultato poetico e visionario, che unisce movimento e riflessione sulla parola e sull’espressione gestuale dei danzatori-attori, abitanti della scena con i loro corpi e le loro menti.
Il progetto non avrebbe potuto avere luogo senza la collaborazione ben riuscita con il compositore Sergio de Vito per la creazione di musiche originali in un crescendo di dissonanze e Danila Blasi che ha curato il disegno luci, essenziale ma di grande impatto.
La compagnia Atacama, nata da una collaborazione artistica esistente da diversi anni tra la coreografa e danzatrice Patrizia Cavola e dal coreografo, danzatore e attore Ivan Truol, è sostenuta e riconosciuta dal MIBAC Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Dipartimento dello Spettacolo. Nel 2007 Atacama è tra i soci fondatori di CORE Coordinamento Danza e Arti Performative del Lazio, di cui P. Cavola è membro del Comitato Direttivo e Direttrice Artistica dal 2007 al 2011.
In scena i danzatori Valeria Baresi, Anna Basti, Ilaria Bracaglia, Cristina Meloro e Marco Ubaldi, di chiara esperienza teatrale, hanno reso manifeste le sfaccettature dell’interiorità con un’interpretazione pulita e tangibile.

Un discepolo dice al Maestro:
“Sono uno stupido. Galleggio, annego, galleggio, annego, galleggio, annego ….
Quando potrò liberarmi da questo doloroso mondo?
Galleggiare, annegare, galleggiare …. Com’è difficile vivere!”.
Il Maestro non risponde. Il discepolo lo guarda a lungo, in attesa, e alla fine gli dice:
“Maestro! Non sono forse qui, davanti a lei, a farle una domanda?”.
“Dove sei adesso? Stai galleggiando o annegando?”

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A Passo di Danza – Stagione 1 Puntata 5 – Per qualche bolletta in più

Postato il 27 marzo 2013, in Speciali

Contrariamente al resto del mondo, Fanny ha una ‘stagione dei pagamenti’, ovvero un periodo solo dell’anno in cui salda tutti i debiti con i fornitori e coloro che hanno lavorato per lei. Già questo di per sé sarebbe strano se non fosse che tutte le fatture e gli scontrini vengono da lei divisi in 3 cappelliere: una per coloro che ‘devono’ esser pagati assolutamente, una per coloro che ‘dovrebbero’ esser pagati e l’ultima per coloro che, a suo parere, possono ancora aspettare.
Vedendo la suocera in crisi poichè tutti, conoscendo i suoi metodi di pagamento, si rifiutano di aiutarla, Michelle decide di affidare i conti della scuola ad un commercialista e viene così a scoprire che fin dall’apertura della scuola di ballo, Fanny ha solo uscite e nessuna entrata: è troppo duro per lei far pagare le lezioni agli studenti…ognuno di loro ha una motivazione diversa.
La discussione le porta alla decisione che con l’aiuto di Michelle verranno aumentate le ore di lezione ma nemmeno quest’ultima si dimostra capace di riempire le casse della scuola.
Boo nel frattempo decide di trovare lavoro per non pesare sulla famiglia e lo trova all’Oyster Bar, luogo di ritrovo delle ragazze, ma proprio qui deve fare i conti con un coetaneo, suo superiore, molto fastidioso, e con un barista davvero molto sexy: Godot.

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