A Passo di Danza – Stagione 1 Puntata 1 – Via da Las Vegas

Postato il 13 marzo 2013, in Speciali

Michelle Simms (Sutton Foster) è una ballerina di Las Vegas alle prese con il sogno di molte ballerine: un musical a Broadway. Dopo l’ennesimo provino andato male Michelle sta quasi per arrendersi ad una vita da ballerina di seconda fila quando, a seguito di mesi di corteggiamento non corrisposto, si concede per disperazione una serata con Hubbell Flowers (Alan Ruck), si ubriaca e finisce con lo sposarsi proprio lì, nella capitale del divertimento.
Quando si sveglia dalla sbronza colossale è troppo tardi per cambiare idea: i due sono già in viaggio, come marito e moglie, verso la città natale di lui, Paradise, e verso una nuova vita e una nuova casa…da dividere con la madre di lui.
Fanny (Kelly Bishop) è una madre premurosa e assolutamente sconcertata dal ritorno del figlio con la neo-nuora ma ha una grande passione in comune con Michelle (alla quale Hubbell aveva ovviamente già pensato): è la direttrice di una piccola ma deliziosa scuola di danza costruita proprio nel retro della loro abitazione. È proprio qui, durante una piccola festa organizzata per il matrimonio appena avvenuto, che Michelle conosce Truly (Stacey Oristano), innamorata pazza da molti anni di Hubbell, e quattro delle magnifiche ballerine di Fanny: Bettina “Boo” Jordan (Kaitlyn Jenkins), Sasha Torres (Julia Goldani Telles), Virginia “Ginny” Thompson (Bailey Buntain) e Melanie “Mel” Segal (Emma Dumont).
Michelle e Fanny, distrutte dalla festa e leggermente preoccupate dalla loro brusca prima impressione reciproca, si ritrovano al bar del paese e si concedono un po’ di respiro. Hubbell però, uscito per cercare Michelle, ha un incidente stradale…

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Majja Michajlovna Pliseckaja viene spesso citata come la più grande ballerina dei tempi moderni. Nasce da un'illustre famiglia ebraica di artisti e studiò a Spitzbergen, la più grande delle Isole Svalbard in Norvegia, dove suo padre lavorava come ingegnere.
Nel 1938, durante le terribili purghe staliniane, il padre della ballerina fu giustiziato mentre la madre Ra Messerer, un'attrice del cinema muto, fu deportata nel Kazakistan. Da quel momento, Majja fu adottata dalla zia materna, la ballerina Sulamith Messerer; in seguito gli zii materni di Majja, Sulamith e Asaf, grazie al prestigio derivante dai loro meriti artistici come danzatori presso il teatro Bolshoi, riuscirono poi ad ottenere la liberazione di Ra Messerer. Majja studiò sotto la guida della grande ballerina della scuola imperiale di balletto Elizaveta Gerdt. Danzò per la prima volta al Teatro Bolshoi a soli undici anni ne La Bella Addormentata. Nel 1943, si diplomò alla scuola coreografica e si unì al Bolshoi, con il quale danzò fino al 1990.

Fin dall'inizio, Majja è sempre stata un tipo di ballerina molto particolare: a differenza di altre ballerine, appena diplomata, non entrò a far parte del corpo di ballo ma fu nominata subito ballerina solista. I suoi capelli rossi e l'aspetto singolare la resero una persona molto affascinante in scena e fuori; le lunghe braccia avevano una fluidità che ancora oggi non ha trovato rivali. L'interpretazione de La morte del cigno, su musica di Camille Saint-Saëns, diventò il suo biglietto da visita; famosi erano anche i suoi salti, la schiena flessibile, la forza tecnica della sua danza e il suo carisma. Nonostante il consenso unanime, Majja non venne trattata molto bene dalla direzione del Bolshoi: era ebrea in un clima antisemitico e non le fu permesso di andare in tournée nel 1956; infatti fu solo nel 1959 che il mondo poté assistere alle esibizioni di Majja Pliseckaja, e questo cambiò il mondo del balletto per sempre.
Majja alzò lo standard delle ballerine ovunque ballò, sia in termini di brillantezza tecnica che in termini di presenza drammatica; le parti più acclamate da lei interpretate furono: Odette-Odile ne Il lago dei cigni (1947) e Aurora ne La bella addormentata (1961). Nel 1958 fu insignita del titolo di “Artista del popolo dell'URSS” e sposò il giovane compositore Rodion Ščedrin, con il quale condivise ulteriore fama e che compose per lei le musiche di alcuni balletti tra cui: The humpbacked horse (“Il cavallino gobbo”), Il gabbiano (tratto dall'omonimo racconto di Anton Čechov), Anna Karenina (coreografia di M. Pliseckaja).

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Parte Prima: Tamara.
La notizia è fresca ed è la seguente: Giovedì 12 aprile 2012 la prima ballerina Tamara Rojo è stata nominata nuovo direttore artistico dell’English National Ballet. L’attuale direttore, Wayne Eagliing vorrebbe lasciare quest’estate. Sull’articolo di The Artsdesk, la ballerina appare in una magnifica fotografia che sembra un fotomontaggio, perché lei è seduta su due sbarre a muro, indossa un tutù nero, le scarpe da punta rosa in primo piano, e atteggia la mano artisticamente abbandonata sul tulle multistrato del tutù. L’espressione è seria, con un sorriso appena accennato che sa di successo e potere più che di umana apertura ai sentimenti. E’ bella, austera, perfetta. Come la frangia nera e liscia, e i capelli raccolti dietro la testa. L’ho vista a chiome sciolte, l’ho vista con i capelli tirati indietro e l’acconciatura del cigno nero, l’ho vista sbarazzina con la coda di cavallo corvina al vento. L’ho vista danzare meravigliosamente con la star Carlos Acosta. E ho letto una sua lunga e appassionante intervista di qualche anno fa, in cui parla di sé, delle sue scelte dei sacrifici e non risparmia frecciatine alle nostre Carla Fracci e Alessandra Ferri… [leggi tutto]

Parte Seconda: Uliana.
Salto qualche riga e vi presento un’altra Etoile. Nasce a Kerch, Ucraina, nel 1973, perciò coetanea della bella Tamara; ma studia alla Vaganova Ballet Academy. E’ prima ballerina del Mariinsky Ballet dal 1995: Uliana Lopatkina. E’ stata applaudita anche in Italia, in un magnifico Gala al Teatro dell’Opera di Roma, solo nel novembre del 2011; e l’abbiamo ammirata al cinema, ricordiamo il film di Bertrand Norman: “Ballerina”, del 2006. Ha portato una lunga coda rossa, ma per lo più i capelli corti e lisci incorniciano un volto da bambola, con grandi occhi languidi e misteriosi. Sorride illuminandosi, ma come se la vita per lei fosse un immenso pensiero che la avvolge completamente e la allontana dagli altri. Come se la danza fosse il suo unico vero pensiero. Non è così, perché ha avuto una figlia. Una magnifica bambina che portava con sé alle prove alle lezioni nei camerini, perché anche lei come la danza fa parte del suo vivere. Non assomiglia a Tamara. Non condivide l’espressione incisiva dei suoi stretti occhi scuri. Uliana è presa dal suo essere. E lei ce lo dice. Ci dice che la danza è la sua vita e che la perfezione è una ricerca continua. E improvvisamente nel suo parlare lento e modulato si sentono le stesse parole di Tamara Rojo, anche se queste hanno un tipo di sicurezza diversa, di una donna che al gioco duro ha risposto vincendo. Anche Uliana ha scommesso con se stessa, quando un terribile infortunio le ha impedito di danzare per un anno e più…[leggi tutto]

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Isadora Duncan

Postato il 24 maggio 2012, in Ballerini, Storia della danza

Isadora Duncan, pseudonimo di Dora Angela Duncan (San Francisco, 28 maggio 1878 – Nizza, 14 settembre 1927), è stata una danzatrice statunitense, considerata una tra le più significative interpreti della cosiddetta “danza moderna”, dopo anni di rigide ed essenziali regole della danza classica. Nata in California da madre irlandese e padre scozzese, trascorse gli anni [...]

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Anna Pavlovna Pavlova

Postato il 2 maggio 2012, in Ballerini, Storia della danza

Anna Pavlovna Pavlova fu una delle ballerine più famose degli inizi del XX secolo. Nata da una povera famiglia di contadini, quando aveva otto anni venne portata dalla madre a teatro a vedere una rappresentazione de La bella addormentata e lì la Pavlova capì che voleva diventare una ballerina. Due anni più tardi, a 10 [...]

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