Concorso Letterario IoDanzo – Seconda Edizione
Testo in gara

Era una bella mattinata soleggiata di inizio primavera, con una leggera e piacevole brezza che deliziava l’intera città col profumo dei fiori appena sbocciati. Passando accanto ad un bar, sentii il bisogno di una tazza di buona cioccolata. Entrai ed il barista, strano a dirsi in una grigia e fredda città, mi accolse con un sorriso di benvenuto. In sottofondo le note di una famosissima canzone dei Beatles, una band che io adoravo ed adoro. “Ho scelto il bar giusto”, pensai con soddisfazione. “Vorrei una cioccolata buona come questa canzone”, dissi con un sorriso al buonuomo dietro il bancone. “Farò del mio meglio, allora!”, mi rispose pronto. “Anche se sarà molto difficile. I Beatles sono senza paragone nel mondo della Musica!”, aggiunse subito con grande competenza musicale. Mi guardai intorno, in attesa della cioccolata più buona del mondo e i miei occhi vennero rapiti dalla più bella visione mai vista in precedenza: una splendida ragazza coi capelli così biondi da rivaleggiare col sole più bello e che stava sorseggiando….una cioccolata! Io le sorrisi e quando lei mi vide, mi ricambiò con grande tenerezza. Come trasportato da una forza misteriosa, dimenticai la mia cioccolata ed andai verso la magica creatura. Le dissi che io amavo le canzoni dei Beatles e sarebbe stato per me un piacere divino se avessi potuto ballare con lei al ritmo delle loro melodie. Mi rispose che anche lei le amava, però prima sarebbe stato meglio se ci fossimo presentati, con un buon Italiano ma anche un inconfondibile accento Inglese. “Ah, scusami. Hai ragione. Io sono Walter.” “Piacere, Walter! Io sono Wendy”, mi rispose. “Piacere mio! Balliamo, Wendy?” Nel frattempo, il barista, molto comprensivo, mi conservò al caldo la cioccolata e continuò con la sua compilation del gruppo di Liverpool con simpatica complicità. Benché non sìa sicuramente abituale ballare in un bar, io mi trovai perfettamente a mio agio con Wendy e per un buon quarto d’ora ballammo senza sosta. Alla fine la riaccompagnai al suo tavolo, le chiesi se potevo offrirle un’altra cioccolata, visto che la sua era oramai diventata fredda. Andai a prendere la mia da Marco, il barista più bravo del mondo, ne ordinai un’altra per Wendy e mi sedetti accanto a lei. “La cioccolata più buona del globo terracqueo!”, esclamai io con tripudio. “Sicuramente!”, approvò la dolce ragazza dai capelli di sole e, avevo oramai notato, gli occhi del più bel cielo blu. Dopo essersi assicurata cosa volessi dire con quel “globo terracqueo”, “Across the Universe!”, rilanciò lei, citando anche il titolo di una canzone dei Fab Four di Liverpool. Con grande confidenza a quel punto, Marco si autoproclamò il Beatle delle cioccolate e noi lo applaudimmo. Io e la ragazza, non so come succede ma a volte succede e a me è successo, parlammo e ci trovammo a meraviglia per non so quante ore: il tempo vola in queste occasioni! Purtroppo però ad un certo punto per Wendy si fece tardi e mi disse che doveva andare a casa. Io con naturalezza mi offrii di accompagnarla. Salutammo Marco che ci disse che era stato un piacere per lui avere noi due come ospiti nel suo locale. All’unisono, rispondemmo che anche per noi lo era stato e scoppiammo a ridere per la frase in contemporanea.

Il mio cuore batteva forte per l’emozione che mi procurava quella ragazza, ma al tempo stesso mi sentivo sicuro che anche lei provava lo stesso per me.

Camminando allegramente come se ci conoscessimo da anni, arrivammo davanti al portone di casa sua e lì ci salutammo ma solo dopo la solenne promessa che ci

saremmo rivisti presto, molto presto. “Facciamo domani alla stessa ora di oggi!”, le suggerii e la salutai con tre baci sulla guancia. Lei arrossì ma al tempo stesso sorrise e mi confermò l’appuntamento. “Le piaccio!” pensai tra me mentre mi allontanavo. Quando arrivò il momento di voltare all’angolo, guardai indietro e la vidi affacciata alla finestra. Le regalai una caloroso gesto di saluto con la mano e lei mi ricambiò con altrettanto calore.

La mattina successiva, Domenica, andai, corsi, da lei anche se ero in anticipo e la trovai che era già davanti al portone! Dalla contentezza, l’abbracciai e ballai con lei sul marciapiede mentre le canticchiavo la melodìa di una canzone dei……Beatles, ovviamente! E chi altro??? Lei si propose allora di insegnarmi l’Inglese con le canzoni di questo gruppo che amavamo entrambi: accettai con immenso piacere anche perché a quel tempo non conoscevo ancora tale lingua e poi il piacere raddoppiava nello stare insieme a lei. Un’idea magnifica balenò subito nella mia mente. Conoscendo le loro melodìe, quando Wendy mi insegnava le parole, io le ripetevo cantandole. E Wendy ne era soddisfatta, tanto soddisfatta che anche lei prese a baciarmi sulla guancia. Era l’inizio di un grande amore, ma nessuno dei due voleva rovinarlo facendo passi affrettati che avrebbero potuto rovinarlo.

Essendo diplomata in pianoforte, un giorno la splendida ragazza mi invitò a casa sua dove aveva un bellissimo pianoforte e mi presentò la mamma che era stata a sua volta una bravissima pianista. “Ha suonato anche alla Royal Albert Hall di Londra”, mi gridò con entusiasmo Wendy. L’idea era che lei suonasse “Let It Be” ed io la cantassi, chiedendo a sua mamma cosa ne pensasse alla fine. “Good!”, esclamò Rowena, la mamma di Wendy, convinta dalla nostra performance. Infatti, feci notare alla figlia, impegnata con la tastiera, che ad un certo punto la sua mamma si era messa a ballare! Con perfetto sorriso d’intesa alla figlia, Rowena confermò la mia osservazione. “Avete un’intesa perfetta!”, ci assicurò Rowena, in Italiano ma sempre con quel piacevole, perché no?, accento inglese. “Perché non rimani a mangiare con noi stasera, Walter? Guarda che Wendy è anche un’ottima cuoca!”, mi propose la simpatica mamma. “E guarda che so cucinare cibo Italiano, tipo le lasagne al forno!”, mi allettò Wendy, senza sapere che stava citando il mio piatto preferito. “D’accordo! Ma guarda che se non saranno buone, te lo dirò!”, scherzai io ma non troppo. Le lasagne migliori che avevo mai mangiato, altro che storie. Lo dissi senza problemi e Wendy ne fu tanto entusiasta che mi diede un gran bel bacio davanti ai suoi genitori. Cosa che io gradii. Molto. E da allora, ci fu una cascata di baci fra noi due. Tanti balli felici, tanto amore, tante canzoni dei Beatles. Ma anche tante deliziose lasagne e la favolosa cioccolata calda da Marco!

VN:F [1.9.13_1145]
Rating: 9.4/10 (61 votes cast)
VN:F [1.9.13_1145]
Rating: +54 (from 54 votes)
"Sinfonìa di Danza e Amore" di Walter Dossi, 9.4 out of 10 based on 61 ratings
Taggato con:  

Comments are closed.