LucaDiBartolo: Magia del dietro le quinte

Postato il 2 ottobre 2012, in Storia della danza

Il risuonare le note inconfondibili del Romeo e Giulietta di Prokofiev, di fronte a me il fondale scuro del palco sotto la torre scenica, emozioni impagabili del dietro le quinte; in condizioni simili le lacrime arrivano agli occhi e senti che tutto ha un senso, ha un senso essere lì per sentire vibrare l’emozione dentro il tuo stomaco. La musica si scava un passaggio simile ad una radice nel terreno, un po’ come essere colpiti da un acquazzone estivo.
Cosa accade di così particolare in questo luogo, nel dietro le quinte!
Mi interrogo sul perché si provino certe emozioni: pietanza gustata attraverso la vista, condimento che proviene dall’udire…o forse il contrario.

Il dietro le quinte risulta essere un luogo particolare, quasi esotico: al piacere della perfezione estetica della visione composta della platea si sostituisce il piacere dell’emozione vissuta a contatto col palco e i ballerini.
Li osservi e puoi scivolare con lo sguardo su di loro, leggi le espressioni, la tensione. Il loro sguardo è a momenti perso nel vuoto, più spesso concentrato sui loro compagni sul palco, per te è come trovarti dietro al banco di pasticceria piuttosto che di fronte.
Non vi è regista a guidare il tuo sguardo su un passo a due, piena libertà di vagare su prospettive nuove in cui dal buio delle quinte passi alla luce del palco, visioni laterali sulle ballerine che, dall’essere cornice nella coreografia, diventano soggetti principali del tuo sguardo.

Generalmente però il dietro le quinte durante le rappresentazioni è uno spazio negato al fotografo, si rischia di essere d’intralcio ai ballerini che, oltre a muoversi spesso nel buio, piombano a considerevole velocità quando meno te lo aspetti; tenere l’occhio in macchina rischia di diventare una distrazione che non ci si può permette quando senti l’aria che si muove vicino a te come fosse una folata di vento.

Questi ballerini a volte sembrano cavalli pronti alle rastrelliere.
Partono quasi a rallentatore come il tuffatore che sul trampolino accenna quel piccolo salto prima del tuffo, momento in cui pare si racchiuda tutto ciò che avverrà l’attimo seguente.

Didascalie foto:
Russian Ballet Moscow “Il lago dei cigni” immagini del dietro le quinte, teatro Novelli, Rimini 2011

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