Concorso Letterario IoDanzo – Seconda Edizione
Testo in gara

 

Avete presente quei tests che vengono “proposti” agli scolari americani per individuarne le inclinazioni ed eventualmente indovinarne la futura professione? beh! per capire se una persona ha talento (che era una moneta antica, in sostanza il termine in questione è sinonimo di ricchezza…mah! CHE VOGLIAMO DIRE  CHE LA GENTE TALENTUOSA C’ERA SOLO 2500/3000 ANNI FA?), dicevamo del talento nella musica? per capire se c’è in qualcuno è sufficiente fargli questa domanda: ”ma se le note sono 7 come è possibile che la chitarra abbia solo 6 corde? che i chitarristi non possono suonare il “si”? (con questa teoria verrebbe spiegata la negatività tipica di questi strumentisti)

Qualcuno più meticoloso potrebbe anche obiettare: “e i bassisti?!”

Se ci troviamo di fronte ad una capra atonale che quindi bela in modo poco belo, risponderà allorquindiperciò (che strano…word questa macedonia di avverbi me la segnala come errore…mah!chiederò ad Alessandro Magno, uno che di macedonia se ne intendeva e pure parecchio!) ”CAZZO E’ VERO! chissà come fanno i chitarristi….” immaginate la reazione se al posto della chitarra la domanda gli venisse posta con la tromba che ha solo tre pistoni!

(PENSANDO AI PISTONI HO FINALMENTE CAPITO PERCHE’ E’ STATA CHIAMATA TROMBA)

Chi ha il sacro fuoco dell’arte purtroppo incorporato e non ha le interiora rivestite di amianto, risponderà qualcosa come… ”le note mancanti si possono cercare”, oppure”secondo me se ne possono fare anche più di sette”, oppure “dammi qua che suono direttamente”, a me toccò la terza ipotesi, e l’atto fu così descritto da mia nonna in uno dei suoi fantastici sproloqui: “wuì! ndo ten l’ucchie ten li man!” che sembra a leggerlo un antico proverbio indiano, ma in realtà è di un paese vicino foggia (città che merita l’iniziale in minuscolo?) se qualcuno non dovesse capire cosa è scritto, in tal caso ci si troverà di fronte a due ipotesi:

(1)ho venduto questo racconto anche all’estero, e con questo intendo molise, abruzzo e forse una punta di umbria;

(2)tu lettore sei indiano!

(d’america, scusate, ho dimenticato di puntualizzarlo, non vorrei fare la stessa cazzata di colombo)

Mio padre suonava per diletto (ma tranne i professionisti tutti suonano per diletto? ma non dovrebbe essere normale essere tutti dilettanti? SE NON TI DILETTI…CHE CAZZO SUONI A FARE? poi ci sono i cantanti neomelodici che suonano per dialetto…ma questa è un altra storia! c’è sempre in ogni luogo, in ogni lago… una piazzola per sistemarsi con il proprio treruote e vendere ortaggi, credendo di fare musica. (poi si dice che in italia non c’è un posto di lavoro libero)

Chiusa la chiosa, torniamo a mio padre. In effetti prima di suonare per la prima volta la chitarra lo avevo visto tante volte strimpellare uno strano mandolino banjomorfo, pare costruito a napoli da liutai che avevano avuto a che fare con i soldati americani per cui è stato come far pipì! ma riprendiamo il raccontino ntino ntello! A 11anni nella scuola media che frequentavo…(INTERFERENZA!) a proposito le scuole medie in italia ed a foggia soprattutto sono “stranamente” frequentate nolenti o volenti per tutta la vita….NESSUNO E’ SUPERIORE! altrimenti si è mal visti, nonostante gli oculisti non manchino! e c’è anche sovrabbondanza dei loro fratelli minori, ma più ricchi! “GLI OTTICI”

Dicevo…anzi scrivevo che nella mia scuoletta si tenevano dei corsi di chitarra pomeridiani, io ingenuamente mi presentai con il banjolino di mio padre (in realtà appartenuto al fratello di mia nonna) ma erano tutti con la chitarra e quella fu la prima volta che fui in contrasto con la realtà musicale contingente! ma avrei mai immaginato che quello sarebbe stato il mio primo scontro artistico con me stesso

mesi dopo mio padre mi regalò LA CHITARRA!!

wow!! non vedevo l’ora di tornare da scuola per suonarla insieme a lui

duettavamo in casa entrambi ignari della sintassi dei due strumenti!

lui era al banjolino

a volte non sapevamo bene cosa stessimo facendo, l’importante era trovare la giusta intonazione nel delirio atonale, in pratica… avevamo scoperto Miles Davis SENZA AVERLO MAI ASCOLTATO?

beh!in casa mia c’erano celentano, peppino gagliardi e il disco di furia…

di miles davis o coltrane figuratevi se c’era l’ombra…

inoltre il mangiadischi di casa non era a dieta! affatto!

ora che è invecchiato gli somministriamo, tramite flebo, files mp3… poverello!

Andai a lezione e (dato che sto scrivendo per un concorso che ha richiesto un limite dimensionale al racconto) per sintesi, vi dirò che dopo un certo numero di lezioni, il maestro disse a mio padre (che insegnava nella stessa scuola) “A TUO FIGLIO NON SO PIU’ COSA INSEGNARGLI!” anche se gli altri si applicano a leggere gli spartiti ho cercato di fregarlo, mai lui, anche con una certa dose di menefreghismo e snobbery, ha suonato il pezzo lo stesso!”

beh ho sempre pensato che da grande sarei stato, non un valido musicista, ma un DEMONIO in qualche strumento, ma ancora non avevo capito su quale sarebbe avvenuto!

ah! e davo per scontato che essere un talento corrispondesse ad essere famoso ed acclamato, magari in tutto il mondo. divertente vero?

Ad occhi infantili il mondo è idealizzato! si pensa che la meritocrazia sia un processo spontaneo e naturale! e che i compromessi e la disonestà siano una negativa eccezione come il buco nell’ozono o una pustola in un corpo per il 77% sano (che percentuale precisa?odio i pressappochismi!)

saltiamo di pane in frasca (pubblicità occulta ad un noto forno di foggia)

dato che la chitarra classica aveva esaurito la sua vis ispirativa, addirittura la diedi in prestito per anni, un po’ come se rocco siffredi a dodici anni non consapevole della sua futura e credo imminente potenza sessuale avesse deciso di farsi prete.

a quasi 18 anni scoprii l’esistenza della chitarra strarock grazie al contatto con un mio compagno di scuola, era il settembre del 1988 durante una festa di compleanno, tutti a ballare e a bere, ed io invece come se avessi provato per la prima volta una droga di quelle che ti stravolgono la vita!

Nel giro di due o tre  mesi grazie ad un concerto nell’aula magna dell’istituto A.Volta, dove ero “seconda chitarra”, in pratica risultai più spettacolare del primo chitarrista ed anche di altri che suonavano da almeno 4 o 5 anni con maestri annessi!

divenni conosciuto in tutta la città in pochi mesi!

voglio vedere quanti senza cognizione formale alcuna riescono a tirar giù le note di assolI di EDDIE VAN HALEN O DI MALMSTEEN O HENDRIX dopo pochi giorni!

beh la giovane età tende a mitizzare  e a creare personaggi che vanno al di là della persona stessa, ok, ma veramente ero ricercato più di billy the kid(rock) da un sacco di gente che voleva capire che cazzo suonassi!

ma il dramma era vicino purtroppo!

questa mia ricerca originale delle sonorità dello strumento in questione a New York magari mi avrebbe dato spinta anche discografica, nella mia città, con mentalità che al cui confronto lo Stretto di Gibilterra era..LARGO!ANZI LARGHISSIMO!

(maledette incidentali)

peto e ripeto!!

nella mia cittezza, questo corrispose ad un isolamento musicale…

cioè suonavo praticamente sempre da solo, anche quando c’era una possibilità di esibizione, non sapevo più cosa fosse un gruppo, trovavo banali quasi tutte le richieste che mi facessero e poi scomparirono le stesse!

rimasi per tutta la durata dei mie 20anni, intendo dai 20 a i 30!!!

(un calvario di 10 anni!! anche se non ho perso i capelli..TIE’!!)

SOLO A SUONARE!

cioè a casa o con amici (se ero fortunato)

è complicato sapere di avere delle capacità superiori alla media (mi sto limitando) e non essere in grado di svolgere un attività professionale a tema adeguata

DELIRIO DI ONNIPOTENZA ANZI DI ONNIMPOTENZA!!

Troppo facile leggere le biografie di personaggi famosi, realizzati e quant’altro!

la vita è spesso a fine non lieto….

che pensate che possa insegnarvi la storia degli u2?

a capire che forse avete SEMPLICEMENTE avuto la sfortuna di nascere nel posto sbagliato?

e ci vuole la biografia degli u2 o dei queen per capirlo?

Un ipotesi di soluzione è sicuramente andarsene è meglio cambiare città che cambiare la città (dov’è la differenza marzullo?)

UN VANTAGGIO C’E’ SEMPRE!

la consapevolezza di essere una bomba h musicale anche se inesplosa, se non per rare occasioni, può essere molto divertente…

avete mai visto la II serie di ken il guerriero? o quelle scene di alcuni films di bruce lee,dove chi lo affronta non sa chi sia e che immane cazzata stia facendo?

beh considerando che sono estremamente frustrato per la mia carriera inesistente, ovviamente quando ho incrociato chitarristi famosi che al mio confronto sono delle mezze seghe, mi sono divertito a rovinar loro la scena.

L’aspetto perverso di quanto sto dicendo è proprio il fatto che un musicista famoso con fans a seguito, MAI si aspetterebbe che uno stronzetto sconosciuto in mezzo al pubblico possa fargli le scarpe (ma come si fanno le scarpe? devo chiedere ai cinesi)

la faccia di un chitarrista di un noto cantante, molto noto, emiliano… forse il più noto! …ma non fatemi dire altro…. sono rimasto… senza parole!

dicevo, scusate, della faccia di questo chitarrista in un hotel di varese, che dopo aver suonato, in un modo veramente imbarazzante, almeno secondo i miei canoni, vedere la sua espressione quando ho preso la sua chitarra in mano e scorgere la gente che stava andando via ritornare stupita a sentire cosa stessi suonando, è UNA SENSAZIONE IMPAGABILE!!!!!

a quel punto non avendone avuto abbastanza (adoro dare i colpi di grazia), gli chiesi di mettere proprio una delle basi su cui aveva suonato, perchè volevo assolutamente farlo secco (non è cattiveria, era in sovrappeso) davanti ai suoi fans giunti li, ma lui disse ”NOOOO MI DISPIACE…NON C’E’ TEMPO, DEVO PROPRIO SMONTARE!”

al che pensai” TU SEI GIA’ SMONTATO!”

questa mia pratica è nata dalla “simpatica” abitudine di “fregare” le chitarre di chi è sul palco per aumentare la qualità musicale\scenico della performance…

se non suono mai, faccio come chi è disperato\affamato….

RUBO!!!

non racconto ancora altrimenti sarei costretto a fare nomi e cognomi di gente molto conosciuta con cui ho avuto a che fare nella mia scarriera! (avete mai sentito parlare della “s” privativa?io no!)

però tornerei molto utile a chi affronta un certo tipo di spazio del creato (che poeta ragà!)

una cosa è certa

”la bravura,capacità,talento chiamatelo come volete è un dono divino da coltivare ed evolvere,la notorietà è invece legata esclusivamente a questioni sociali….” (cit)

in pratica chi è famoso ha la lingua piena di m….!!!!(si sarà capito il concetto?)

p.s. ho messo”cit”, ma la citazione è sempre mia, mi cito da solo! (meno male che non faccio denunce)

ABBIAMO FATTO L’ITALIA?PURE GLI ITALIANI?…

MO FACCIAMO ANCHE I MUSICISTI PERO’…..

(è di max d’azeglio)

ma il mio pensiero va al risorgimento italiano!

(ce ne vorrebbe un secondo, ma di natura artistica)

mi dispiace che Bixio non c’è più….

ah ma c’è il suo discendente claudio!

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"La musica è tutto quello che non ho" di Antonio d'Amico, 7.5 out of 10 based on 2 ratings
 

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